Calcio Totale Racconta

Caressa, che attacco a CR7: “Non piange per la squadra. Leao? Non serve la giocatina, ormai..."

di Mario Lorenzo Passiatore

Foto di Dal web

Pubblicato il 07/07/2024

Il noto telecronista di Sky ha affondato il colpo puntando il mirino su Cristiano Ronaldo e Rafa Leao. “Ma secondo voi per chi piangeva? Ronaldo piangeva per se stesso, non è che piangesse…”

Portogallo fuori dall’Europeo tra le lacrime dei suoi giganti, Pepe e Cristiano Ronaldo. I due super over che potrebbero dire addio anche alla nazionale dopo la sconfitta ai rigori con la Francia. Un abbraccio che racchiude una vita insieme con quella maglia e quei colori. Non è stata la competizione di Cristiano che ha fatto tanta fatica a incidere con e per la squadra: il sogno semifinale si è infranto sul palo, quello colpito da Joao Felix. CR7 è stato bersagliato dalla critica nelle ore successive, anche per il suo modo di esternare i sentimenti.

Fabio Caressa a Sky Sport ha parlato di alcuni eccessi emotivi, dal rigore sbagliato con la Slovenia al ko con la Francia. Il noto telecronista non è stato per nulla tenero con l’asso portoghese. "Le lacrime di Cristiano Ronaldo, che tutti hanno esaltato per l’uomo che a 40 anni piange, a me non sono piaciute. Ma secondo voi per chi piangeva? Ronaldo piangeva per se stesso, non è che piangesse per la squadra".

Duro anche nell’analisi complessiva sulle prestazioni di Rafa Leao. Il giocatore del Milan ha confermato il suo rendimento altalenante (anche in nazionale) all’interno della stessa partita. Una disamina che si presta a poche, pochissime interpretazioni.

“Gli attaccanti devono fare gol o assist, che lui faccia la giocatina mi interessa relativamente. Secondo me i giocatori vengono esaltati ed è un vizio che si è preso ultimamente; dipende dal fatto che sui social si vedano gli highlights delle migliori cose fatte da questi giocatori in carriera. Sei portato quindi a credere, se non vedi tante partite continue, che quello sia il giocatore, quello degli highlights. Ma non è quello il giocatore, lo è quello della continuità nei 90 minuti. E Leao da troppo tempo lo stiamo aspettando con continuità nei 90 minuti. Mi è piaciuta la definizione di Capello: 'Il calcio per Leao non è la prima cosa, non è la cosa per cui vive'.

di Mario Lorenzo Passiatore

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