Non solo calcio e, soprattutto, non solo campo. Buffon ha raccontato una serie di aneddoti che riguardavano la sua adolescenza: i primi approcci con il mondo dello sport e le esperienze con i suoi coetanei ed è proprio in quei frangenti che è possibile fare esperienze e commettere degli errori.
“Quando hai scale valoriali, puoi decidere se fare o meno delle scelte – spiega Gigi Buffon. A 16 anni ero a una festa dell’istituto di ragioneria di Parma e c’era un ragazzo divertente, che aveva, secondo me, il difetto di esagerare con le droghe. Quella sera bevemmo qualche bicchiere in più e lui mi mise in bocca una cosa.
Non ho idea di cosa potesse essere, ma ho immediatamente capito: senza pensarci due volte ho preso la pasticca e gliel’ho tirata in faccia, perché non sarei più stato un esempio sportivo. Quella è stata la prima sliding door. Sono sicuro che, se avessi preso quella pasticca, avrei vissuto male quel momento con me stesso. Su certe cose devi essere tassativo: se inizi ad aprire delle finestre, diventa un problema”.
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