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Lahm: “Italia? Ammiro la vostra fase difensiva, ma vi manca una cosa fondamentale…”

di Mario Lorenzo Passiatore

Foto di Dal web

Pubblicato il 08/07/2024

L’ex capitano della nazionale tedesca ha provato ad analizzare la crisi del nostro movimento, parlando delle evoluzioni del calcio tedesco nel corso dell’ultimo ventennio. “In Germania sono stati creati una serie di centri di formazione giovanile che prima non c’erano: oggi sono 54 nel Paese…”

Spagna-Francia e Olanda-Inghilterra, sono le quattro semifinaliste che si affronteranno in questi giorni. Germania a parte, sono arrivate le squadre più attrezzate della competizione. La Spagna ha fatto vedere qualcosa in più sul piano del gioco e delle occasioni rispetto a tutte le pretendenti al titolo.

In cima alla lista delle delusioni compare proprio l’Italia, fuori agli ottavi contro la Svizzera, ma quasi mai convincente nelle tre partite precedenti, come ammesso e riconosciuto dallo stesso Luciano Spalletti, bersagliato da gran parte della critica italiana. L’eliminazione degli azzurri non è passata inosservata e ha fatto rumore in tutta Europa. In queste ore ha parlato Philipp Lahm a La Repubblica, leggenda del Bayern Monaco e della nazionale tedesca.

"Ho visto la partita contro la Croazia. A me piace vedere l’organizzazione difensiva dell’Italia, è un esempio. Ha un’idea molto chiara su cosa fare. Quello che manca è l’iniziativa individuale nella fase offensiva, gli uno contro uno in attacco. Nel 2006 avevate Buffon, Cannavaro, Gattuso, Totti. E altri in panchina".

La Germania negli anni ’90 è ripartita costruendo molteplici centri federali e nell’ultimo ventennio ha cercato di far emergere i talenti in tutto il territorio, un modo per incentivare e rendere visibili i ragazzi agli occhi dei tecnici e degli allenatori. "Sono stati creati una serie di centri di formazione giovanile che prima non c’erano: oggi sono 54 nel Paese. Io nell’Under 16 mi allenavo 6 giorni a settimana. Non so in quanti Paesi i ragazzi si allenino così tanto. Ogni generazione da noi produce giovani straordinari perché il sistema è molto strutturato. Wirtz e Musiala sono il presente della nazionale, ma anche il futuro. Giocare tornei come questo Europeo li ha formati, li aiuterà nella crescita in vista dei prossimi traguardi a cominciare dal Mondiale".

di Mario Lorenzo Passiatore

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