"Dopo la partita – spiega Terry - siamo tornati tutti in hotel ed io ero al 25° piano. Stavo guardando fuori dalla finestra e pensavo: 'Perché? Semplicemente perché?' Non sto dicendo che se fossi stato in quella situazione avrei fatto qualcosa, ma quei pensieri ti vengono in mente in quel momento. Poi i ragazzi si sono alzati e mi hanno portato via. Quelli sono i momenti in cui semplicemente non sai cosa fare.
Mi tormenta ancora. Diventa più facile con l'età, ovviamente, ma quando giocavi in qualche modo lo mettevi da parte e lo allontanavi. Ora che mi sono ritirato, non c'è più la concentrazione di giocare ogni settimana, non sento più l'adrenalina – e mi colpisce più duramente. Mi sveglio ancora di notte pensando: 'Sì, è andata così'. Non penso che se ne andrà mai".
Commenti (0)