Estate 2011-2012, la dirigenza della Juventus decide di puntare su Antonio Conte come nuovo allenatore. I bianconeri arrivano da un settimo posto nella stagione precedente, è la Juventus che si è riorganizzata dopo Calciopoli. I bianconeri decidono di puntare anche su Pirlo, scaricato dopo nove anni di Milan.
L'ex centrocampista bianconero racconta nel proprio libro "Penso quindi gioco" il primo giorno di ritiro di Conte: "Il primo giorno in montagna, a Bardonecchia, ha convocato la squadra in palestra e si è presentato. Aveva il veleno addosso. Si muoveva bene ad alta quota, perché le vipere sono fatte così.
Ha poi iniziato a dire 'In questa squadra, cari ragazzi, si viene da due settimi posti consecutivi in campionato. Roba da pazzi. Agghiacciante. Io non sono qui per questo, è ora di smetterla di fare schifo. Nelle ultime stagioni qui hanno fatto tutti male, quindi dobbiamo inventarci qualsiasi cosa per riprenderci, per tornare a essere la Juve. Invertire la rotta non è una richiesta gentile, è un ordine, un obbligo morale. Voi dovete compiere un solo passo, che è relativamente semplice: seguire me'.
Mi aspettavo uno bravo, ma non così bravo".
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