Promesse o scommesse, il senso non cambio. Chi prende un impegno morale poi deve mantenere la parola data, anche se si tratta di un atto goliardico o un gesto simpatico fatto con una parte dello spogliatoio. Siamo a Bari, terzo in classifica in Serie B, destinato a fare i play off, per provare il salto nel massimo campionato. Il protagonista è Elia Caprile, numero uno dei biancorossi che si sta mettendo in evidenza in questa stagione. Forte, scaramantico e simpatico.
Il portiere del Bari ha rilasciato in questi giorni una bella intervista a “Cronache di Spogliatoio”, dove ha fatto una promessa a dir poco particolare. “Se andiamo in Serie A, mi tatuo il galletto del Bari su una chiappa”. Proprio così, in diretta su Twitch ha manifestato il suo desiderio di stamparsi a vita l’icona del Bari sul lato B.
Nel corso della chiacchierata ha raccontato una serie aneddoti di tutto quello che succede nel corso degli allenamenti a Bari. “Nello spogliatoio vengo massacrato continuamente (ride ndr). Dicono che sono scarso, un miracolato, che sto facendo bene solo per merito di Valerio Di Cesare, che a 40 anni ci sta trascinando. Io sono uno che rosica spesso. Mi hanno fatto trovare un osso nel mio posto in spogliatoio e rimarrà lì fino alla fine del campionato. Cheddira dopo il ritorno dal Mondiale ha pagato la merenda allo stadio, ma ancora nessuna cena. Ci stiamo provando, ma è un po’ tirchio”.
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