Sorpresa? Mica tanto. Chi lo conosce sa che ci ha sempre creduto alla convocazione mondiale. E sulla strada per il Qatar ci sarà anche Dani Alves, a 39 anni si giocherà il posto con Danilo, il terzino della Juve. Qualora dovesse esordire diventerà il brasiliano più anziano a giocare un mondiale. L’ennesimo record di una carriera costellata da successi con club e nazionale.
In queste ore ha rilasciato un’interessante intervista a Globoesporte dove ha provato a spiegare il talento di Messi e Neymar, con i quali ha avuto il piacere di giocare al Barcellona, con Neymar anche nel Brasile. Ha spiegato che ci sono degli aspetti che li rendono tremendamente simili e delle sfumature che ne caratterizzano la loro unicità.
“Neymar e Messi sono simili, sono calciatori che riescono a vedere di più rispetto agli altri. E ognuno dei due ha un suo modo di essere: Messi è ossessionato dal gol, è tutto quello a cui riesce a pensare. Neymar è più un giocoliere, come se fosse il Cirque du Soleil".
Il brasiliano ha una cattiveria agonistica fuori dal comune che lo rende un calciatore forte, ma tremendamente scomodo e vendicativo. Meglio non provocarlo. Leo, invece, è dotato di un pragmatismo spaventoso e difficilmente riscontrabile in altri calciatori. “Ney ha una belva dentro di lui e quando la gente lo tocca o cerca di ferirlo, quell'animale esce fuori e tu sei morto, non c'è modo di fermarlo. È il suo istinto di autodifesa".
Ha giocato una vita insieme, ma nella sua pluriennale carriera ha avuto la fortuna di affrontarli anche da avversari. Fermarne uno è già un’impresa, pensare di bloccarli insieme diventa davvero quasi impossibile, specie se sono nella serata giusta. "Quando ho giocato contro Messi e Neymar ho sempre detto ai miei compagni: 'Non li colpite, non fate in modo di svegliare l'animale che quei due hanno in corpo, perché non li potete fermare. Se li stuzzicate, vi rovineranno la giornata".
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