Da giocatore è stato l’eroe della finale di Wembley contro la Sampdoria, da allenatore l’esperienza in blaugrana non è stata esaltante. Ronald Koeman, nonostante un ricco palmares in Olanda, è riuscito solo a conquistare una Copa del Rey, seppur in un contesto societario decisamente complicato. L’addio di Lionel Messi non ha aiutato, anche se i risultati migliori di Xavi lasciano intendere un mancato feeling tra l’ambiente e il tecnico olandese. In un’ospitata televisiva ha speso parole taglienti nei confronti del club.
“Dato che non mi alleno, mi dedico a viaggiare e godermi di più la mia famiglia. È una vita molto più rilassata rispetto a quando ero allenatore. Sono favorevole a dominare il gioco, ma il Barça vive nel passato, al tiki-taka... Il calcio adesso è più veloce e più tecnico.”
Ha poi affrontato le questioni che riguardano il suo esonero, frutto del pessimo rapporto con il presidente Laporte, e sul possibile arrivo di Lewandowski.
"Un presidente può sempre dubitare del suo allenatore in privato. Ma se questi dubbi emergono dalla stampa, la gente inizia a dubitare. Lewandowski? Ho molti dubbi sul pagare 60 milioni per un giocatore di 35 anni.”
Il Barcellona con Xavi ha mostrato segnali di ripresa, ma la sensazione è che il percorso da compiere per tornare al top sia ancora lungo. Le frecciatine da parte degli ex allenatori continuano a fioccare, e la crisi societaria sembra ancora colpire duramente. Solo il tempo può dire se c’è fondamento nelle parole di Koeman, e se il Barça per tornare al top avrà bisogno di mettere da parte la sua filosofia di gioco.
Commenti (0)