L'idea della Superlega non è mai piaciuta al numero uno dell'Uefa Ceferin. Il presidente sloveno ha mal digerito l'idea nata un anno fa da alcuni grandi club del calcio mondiale, con a capo Juventus, Real Madrid e Barcellona. Una scelta che ancora oggi fa discutere soprattutto perché l'idea della Superlega è al momento in stand-by ma non è affatto naufragata. La lettera, riportata in Italia dal sito Calcio e Finanza, è caratterizzata da alcuni attacchi nei confronti dei tre club che hanno portato avanti questo progetto.
"I sostenitori della Superlega sfidano la credibilità. I tre club che persistono nel tentativo di resuscitare il progetto fallito della Superlega sono stati i primi a registrarsi per la Champions League 2021/22. La dice lunga sul loro impegno e fiducia nel concetto. Hanno lanciato l’idea in mezzo ad una pandemia e poi hanno provato a rianimarlo mentre infuriava una guerra in Europa. Anche se il buon senso non basta, non possono ignorare l’unione di autorità calcistiche, governi, Unione Europea e soprattutto tifosi”.
Un attacco mirato senza mai indicare il nome dei tre club ma la sostanza non cambia. Quell'idea non è mai piaciuta a Ceferin che ha voluto spiegare il motivo di tale ostilità. Anche perché il numero uno dell'Uefa ha voluto ribadire i valori sui quali si basa l'Uefa riguardo le competizioni internazionali.
"La Superlega è contraria ad alcuni principi chiave dello sport europeo: il principio di promozione e retrocessione per merito sportivo e il fatto che i ricavi dalle gare tornino nel gioco. Principi che in UEFA sosteniamo e difendiamo. Molte persone non se ne rendono conto ma la UEFA ridistribuisce quasi tutte le entrate generate dalle competizioni come gli Europei e la Champions League”.
Non solo Superlega, anche l'idea paventata di un possibile Mondiale ogni due anni non piace a Ceferin. E lo ha spiegato con toni abbastanza importanti: "Organizzare una Coppa del Mondo ogni due anni è una completa sciocchezza. È difficile da credere che una qualsiasi organizzazione calcistica possa proporre che i giocatori, che già sopportano un carico eccessivo, debbano partecipare a un torneo di un mese ogni estate. Sia Europa che Sud America, due continenti che sono rappresentati in ogni Coppa del Mondo, hanno espresso il loro rifiuto a partecipare, quindi resta la domanda se un tale torneo sarebbe davvero un Mondiale”.
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