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Calcio Totale Racconta

Tutti i nodi di Allegri, c’è un dato che mette a nudo le fragilità della squadra

L’ultima sconfitta con il Benfica ha aperto la contestazione dei tifosi e avviato una riflessione approfondita in società. Il malumore dell’ambiente è amplificato da alcuni numeri che non lasciano strada a tante interpretazioni

Due vittorie in sei gare di campionato, due sconfitte su due in Champions League. Eppure le statistiche appaiono più generose delle prestazioni in sé. La Juve è più brutta di quanto possa sembrare dai numeri: la gara contro il Benfica mette a nudo tutte le difficoltà della squadra in questo nuovo avvio di stagione. Autonomia ridotta ai primi venti minuti e poi costantemente in balia dell’avversario, la squadra appare sgonfia nelle gambe e nelle testa. Sono valutazioni che spesso si fanno in primavera, non a settembre dove difficilmente si tirano linee immaginarie per fare bilanci. Invece è necessario allargare i confini e tirare dentro tutti i problemi che riguardano gli aspetti del gruppo.

La Juve palesa evidenti difficoltà nel fare le cose d’insieme: organizzare una trama offensiva, recuperare il possesso, lavorare sui movimenti senza palla, tenere il campo e gestire i momenti. L’ultimo punto è forse tra i più deleteri della versione 2.0. Dopo aver acquisito il vantaggio, i bianconeri, di default, è come se attivassero il pilota automatico. Tutti dietro la linea a protezione della propria metà campo, anche con un’ora di gioco davanti. Un concetto che non paga mai in Europa e non è più sufficiente neppure in Italia, dove l’approccio delle medio-piccole è tendenzialmente cambiato.

Il dato più allarmante lo fornisce la Lega serie A che ha stilato le statistiche sul possesso palla nelle due fasi. I bianconeri sono penultimi (davanti al Lecce) per possesso palla nella fase offensiva. La Juve presidia l’altra metà campo esclusivamente con azioni estemporanee, con una durata media di nove minuti a partita. Non può essere un caso, ma una scelta delineata, consolidata e consapevole di serrare le linee e di lasciare tanto campo in avanti. Spazio che dovrà essere coperto dopo per imbastire una nuova fase d’attacco. Di seguito la grafica del match analyst Simone Contran.

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Tutti i nodi di Allegri, c’è un dato che mette a nudo le fragilità della squadra

Dall’interrogativo tattico si passa all’aspetto meramente fisico. La Juve non sa cosa fare con la palla, corre poco e male quando deve tornare in possesso. E’ un tema che, abbinato ai problemi già menzionati, trasmette un senso di impotenza e smarrimento agli undici in campo. Un punto che preoccupa e non poco, proprio alla luce del periodo: la stagione è appena cominciata e il più brillante è Arek Milik, l’ultimo arrivato che ha sostenuto una preparazione lontano da Torino. Lecito chiederselo, naturale provare a dare delle risposte o delle possibili soluzioni. La stagione corre spedita con un calendario serrato per lasciare poi spazio al mondiale. Il tempo delle riflessioni è aperto, magari non ancora maturo quello delle decisioni, ma i nodi sono troppi dopo appena otto partite stagionali.

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