IL PRIMO LIBRO DI CALCIO TOTALE: CLICCA QUI PER ORDINARLO
Cantona: “ Il calcione? Avrei dovuto tirarlo più forte”
La confessione di Keane: “Sì, giocavo per far male”
Quella volta che Ferguson saltò sulla scrivania
Adani: “Mourinho? E’ uscita la storia dell’Everton, qualcosa non torna”
Salah e gli allenamenti alle tre del mattino: i segreti dell’uomo bionico
Nella partita contro l’Empoli Piotr Zielinski è stato costretto a lasciare il campo per un problema respiratorio. È l’ennesimo verificatosi in questo intenso 2021, dove i ritmi sono sempre più serrati e dove i calciatori, anche per i tanti impegni con le nazionali, hanno giocato una serie spropositata di partite ravvicinate. Solo quest’anno in Serie A si sono disputati diversi turni infrasettimanali quando siamo ancora a meno della metà del campionato, e ci so-no giocatori che tra impegni nelle coppe europee e con la propria nazionale hanno giocato praticamente ogni tre giorni sempre. I ritmi sono aumentati al momento della ripresa dopo la sosta legata al primo lockdown, e per recuperare la parte finale della stagione 2019-2020 le competizioni sono terminate ad agosto, e dopo un mese subito sono ricominciate. Poi c’è stato l’Europeo e dopo un mese di pausa di nuovo è ricominciata la stagione senza un attimo di tregua. Non è un problema solo italiano, considerando che anche in Francia o in Germania ci sono stati diversi episodi legati a malesseri o problemi respiratori. Sono spiacevoli episodi che purtroppo possono succedere e sono sempre successi sul campo di gioco: basti pensare alla tragica morte di Piermario Morosini nel 2012, o a quella di Antonio Puerta nel 2007. Quest’anno l’episodio più tristemente ricordato è quello capitato a Christian Eriksen durante la partita degli Europei Norvegia Danimarca, che costringe tutt’ora il centrocampista danese ai box.
Molti calciatori hanno denunciato i ritmi forsennati a cui sono sottoposti, e che spesso hanno comportato una raffica di infortuni. E’ una critica che è stata rivolta anche da molti allenatori e che ci sentiamo di sposare anche noi di Calcio Totale. I calciatori sono atleti allenati ad ogni evenienza, ma non sono macchine, e da troppo tempo non si tiene presente questo fattore. L’aspetto economico non può venire prima di quello umano, e non possiamo permetterci che avvenga una tragedia sul campo perché si capisca che forse in tal senso si sta esagerando. Sarebbe opportuno rivedere i calendari, ridurre magari gli impegni con le nazionali, ma questi ritmi non potranno più essere sostenuti a lungo!
Commenti (0)