Serie A

Crespo striglia Leao: “E’ confuso, si è esagerato con i complimenti. Ha due problemi…”

24/10/2024

di Mario Lorenzo Passiatore

Foto: Dal web

L’ex giocatore rossonero ha analizzato la situazione dell’attaccante portoghese e ha espresso la sua idea sul futuro. “Non basta saper dribblare per poter essere definito un fuoriclasse, se va avanti così…”

Una vita in Serie A tra Parma, Lazio, Inter, Milan e Genoa. E’ stato uno degli attaccanti più forti a cavallo tra gli anni 90 e primi 2000. Valdanito Crespo oggi allena negli Emirati Arabi all’Al-Ain e segue a distanza le vicende del nostro campionato. Al Milan ha cullato il sogno di vincere la Champions League, con una doppietta pesantissima nella finale di Instabul, poi il Liverpool rimontò tre gol e la spuntò ai rigori.

Una delusione che non ha più potuto riscattare, perché nella “rivincita” del 2007 Crespo ero sull’altra sponda del Naviglio con la maglia dell’Inter. L’ex attaccante argentino ha parlato proprio dei rossoneri e in particolar modo della situazione che sta vivendo Rafa Leao. Le sue parole in un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”.

"Io guardo da fuori, perché non sono a Milanello anche se conosco bene l’ambiente, e la prima parola che mi viene in mente è confusione. Mi pare che Leao sia confuso. Il suo è prima di tutto un problema di testa, poi vengono le questioni tecniche. Lui è un talento, ha notevoli qualità, sia tecniche sia atletiche, ma non ha ancora raggiunto la maturità che deve avere un campione. Insomma, è come se fosse a metà strada”.

Poi aggiunge: “Non basta saper dribblare per poter essere definito un fuoriclasse e invece con Leao si è esagerato un po’ con i complimenti. Non entro nelle dinamiche del mercato, anche perché non conosco il tipo di contratto del portoghese. Di certo, se va avanti così, Leao non è un valore aggiunto per la squadra. E questo è un peccato perché ha grandi mezzi e grandi potenzialità. Solo che non è ancora riuscito a fare il salto di qualità. E badate che non lo ha fatto con il Milan, ma nemmeno con la nazionale".

di Mario Lorenzo Passiatore

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