Zidane, attacco frontale a Perez: “Il Real Madrid non ha fiducia in me. I valori umani…”

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Un attacco frontale quello del tecnico francese che ha comunicato l’addio dal Real Madrid attraverso una lettera inviata al quotidiano madrileno As.

L’addio di Zidane dal Real Madrid era già stato sancito dallo stesso tecnico che aveva confermato il suo secondo addio dai madrileni. Oggi però il francese ha voluto chiarire il motivo del suo addio lanciando un’accusa forte al numero uno del Real Madrid Florentino Perez. Una lettera inviata al quotidiano madrileno As per spiegare i motivi che lo hanno portato a lasciare per la seconda volta il club madrileno.

Nel maggio del 2018 me ne andai perché dopo due anni e mezzo con tante vittorie e tanti trofei sentivo che il club aveva bisogno di un cambio per restare in vetta. Oggi le cose stanno diversamente. Me ne vado perché sento che il club non ha in me la fiducia di cui ho bisogno, non mi offre l’appoggio per costruire qualcosa a medio o lungo termine. Conosco il calcio e conosco l’esigenza che circonda un club come il Madrid, so che quando non vinci te ne devi andare. Però qui si è dimenticata una cosa molto importante, si è dimenticato tutto ciò che ho costruito giorno dopo giorno, ciò che ho apportato nella costruzione dei rapporti coi giocatori, con le 150 persone che lavorano con e attorno alla squadra. Sono un vincitore nato ed ero qui per conquistare trofei, però al di là di questo ci sono gli esseri umani, le emozioni, la vita, e ho la sensazione che queste cose non siano state considerate, che non si è capito che è anche con queste cose che si mantiene la dinamica di un grande club. Addirittura, in certo modo, questa mia attenzione a questi fattori mi è stata rinfacciata. Voglio che si rispetti ciò che abbiamo fatto tutti insieme. Avrei voluto che negli ultimi mesi la mia relazione col club e col presidente fosse stata un pochino diversa a quella di altri allenatori. Non chiedevo privilegi, ovviamente no, solo un po’ di memoria. Oggi la vita di un allenatore sulla panchina di un grande club è di un paio di stagioni, non molto di più. Perché duri di più i rapporti umani sono essenziali, sono più importanti che i soldi, più importanti della fama, più importanti di ogni altra cosa. E vanno difesi. Per questo mi faceva malissimo leggere sulla stampa, dopo una sconfitta, che mi avrebbero cacciato se non avessi vinto la partita dopo. Faceva male a me e a tutta la rosa perché questi messaggi filtrati intenzionalmente ai media creavano un’interferenza negativa con la squadra, creavano dubbi e malintesi. Fortuna che avevo dei ragazzi meravigliosi che erano a morte con me. Quando le cose si mettevano male mi salvavano con vittorie grandiose. Perché credevano in me e sapevano che io credevo in loro. È ovvio che non sono il miglior allenatore del mondo, però sono capace di dare la forza e la fiducia di cui ognuno ha bisogno nel proprio lavoro, che si tratti di un giocatore, di un membro dello staff tecnico o di un qualsiasi impiegato. So perfettamente ciò di cui ha bisogno una squadra“.

Un attacco diretto a Florentino Perez che adesso dovrà trovare il nuovo allenatore delle merengues. Negli ultimi giorni si è parlato anche del possibile arrivo di Antonio Conte alla panchina dei madrileni ma l’ex allenatore dell’Inter non sembra avere i requisiti giusti soprattutto dal punto di vista caratteriale. Per questo prende sempre più corpo l’idea di Raul, ex leggenda dei Blancos che in questi anni ha allenato la squadra B del Real Madrid. Un tecnico amato dal Bernabeu e dallo stesso Florentino che sicuramente starà pensando ad una risposta nei confronti di Zidane. Il francese lascia il Real Madrid definitivamente dopo aver chiuso al secondo posto in Liga e non aver portato a casa nessun trofeo.

Claudio Ruggieri

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