Le ultime toccanti parole di Gaetano Scirea prima dell’addio

In occasione della partita tra Juventus e Fiorentina del 15 maggio 1988, ultima gara prima del ritiro, il compianto difensore bianconero ha raccontato la sua vita sportiva annunciando il nuovo ruolo, che poi ricoprì solo per pochi mesi. Fermato per sempre da un destino crudele

I ricordi di Mancini: “Boskov sergente per due giorni. Vialli? Mi chiamò per cognome, non ci parlammo…”

Cassano silura la Juve: “Fuori con i più deboli dell’urna. Non hanno lo status delle big e falliscono”

Gaetano Scirea è stato, senza dubbio, uno dei “liberi” più forti della storia del calcio. Ma quando glielo facevano notare, abbassava gli occhi e abbozzava un sorriso imbarazzato. Ha sempre rifiutato l’etichetta del personaggio, anche se in cuor suo sapeva di esserlo. Non è possibile separare Gaetano calciatore dal Gaetano uomo. Perché se è stato grande come sportivo, lo è stato ancora di più come persona. Un uomo umile, buono, silenzioso ma anche un leader carismatico, un calciatore di grande tecnica, personalità e lealtà sportiva.

Peculiarità che messe insieme, spiegano il perché Gaetano Scirea era ed è amato e rispettato da tutti, persino dai tifosi avversari. Spiegano perché viene tuttora preso come esempio da migliaia di bambini che si avvicinano al calcio. Spiegano perché Gaetano Scirea è l’emblema della Juventus e del calcio italiano nel mondo.

Gaetano si ritirò dal calcio giocato all’età di 35 anni, alla fine della stagione 1987-88, dopo 377 partite di campionato e 552 totali con la maglia bianconera. Dopo aver vinto in totale 7 campionati nazionali, 2 Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale, diventando il primo calciatore in assoluto, assieme al suo compagno di squadra Antonio Cabrini, ad aver vinto tutte le competizioni ufficiali per club e contribuendo, allo stesso tempo, a rendere la Juventus la prima squadra a poter esibire in bacheca tutti i tornei organizzati dall’UEFA.

L’ultima gara con i bianconeri la giocò il 15 maggio 1988. La Juve allenata da Rino Marchesi, ormai orfana di Michel Platini, affrontò la Fiorentina, nell’ultima partita di campionato. In palio c’era un posto Uefa, per il quale si stavano battendo anche i cugini del Toro, affiancati a pari punti. Scirea partì dalla panchina ma nella ripresa entrò al posto di Bonini, tutto lo stadio lo accolse con un applauso scrosciante per questa sua ultima recita.

La Juve perse in casa l’ultima partita della sua carriera. Lo stadio però lo applaudì e lui ricambiò il saluto, con la compostezza e modestia che sempre lo ha contraddistinto, ma che non gli ha impedito di diventare uno dei difensori più forti della storia del calcio. Niente giri di campo e proclami, un addio in sordina come nel suo stile.
Prima della gara, però, ci fu il tempo di rilasciare queste splendide parole che sottolineano ancora di più la semplicità e l’umiltà dell’uomo.

In una giornata così, ti passano per la testa mille nomi e rivivi mille emozioni. Sei commosso e frastornato. Una domenica difficile, l’ultima da calciatore. Non so ancora come l’affronterò. So però che lascerò un mondo meraviglioso: con tanti pregi e qualche difetto, tuttavia un mondo affascinante. Sono felice di aver vissuto da protagonista sedici anni di grande calcio. Sono felice di aver vinto tanto. Mi rendo conto di essere stato aiutato anche dalla fortuna. Forse i tifosi vorranno ringraziarmi, ma sono io per primo a ringraziare loro; chiedo in cambio soltanto un applauso. Verrà spontaneo, non ho dubbi. Penso di meritarmelo. E sono certo che non riuscirò a trattenere qualche lacrima. Mi conforta la consapevolezza di restare comunque nell’ambiente. Mi sono domandato anch’io tante volte se è davvero il momento giusto di dire basta. E sono convinto di sì. Meglio smettere ancora da giocatore vero che trascinarsi da campione in disarmo. Non mi pento di una decisione presa ormai da tempo. Sono felice, comunque, per aver giocato domenica a San Siro: una gara importantissima, direi decisiva, finita bene. Come spero finisca la nostra travagliata stagione. Oggi dobbiamo conquistare un posto in coppa Uefa, la festa sarà doppia. Lascerò una Juve europea, pronta a ricominciare la scalata.


In giornate così vorresti ringraziare tante persone, ed hai sempre paura di dimenticare qualcuno. Così, citando Boniperti e Giuliano, i dirigenti che hanno creduto in me, Zoff che mi ha sempre protetto, come fossi suo fratello minore, e Bearzot. Voglio soffermarmi in particolare su un uomo che il grande calcio conosce poco: Gianni Crimella, il mio scopritore che abita a Cinisello Balsamo. Gli devo tutto, fu lui a portarmi a fare il primo provino all’Atalanta quando ero ancora ragazzino. Oggi sarà commosso come me. E poi ringrazio mio padre, Stefano, al quale ho dedicato troppo poco tempo: quando mi vede, mi dice: ‘Ciao forestiero’. Da domani spero di esserlo un po’ meno. Anche se mi attende un compito nuovo, ugualmente impegnativo.
Farò l’allenatore, ricominciando da zero, con umiltà. La stessa che mi ha sorretto durante la gavetta da giocatore. So che non mi servirà la precedente esperienza, dovrò scoprire tutto da capo. Ma ho un segreto, ho rubato qualcosa a ciascuno dei tecnici che ho avuto. Da Parola la capacità di responsabilizzare i giovani, da Trapattoni la capacità di tenere unito lo spogliatoio, da Marchesi la serenità. E da Bearzot quella straordinaria umanità che è la base di ogni successo. Grazie a tutti”.

Un discorso forte, toccante, pieno di riconoscenza verso chi, grazie al proprio intuito, ha permesso di farlo conoscere al mondo. Gaetano era convinto di ritirarsi, consapevole di aver dato tutto da calciatore e, allo stesso tempo, entusiasta del nuovo ruolo che avrebbe dovuto intraprendere. Ma per via di quel tragico incidente, lo ricoprì per pochi mesi. Scirea uscì dalla vita e dal calcio nello stesso modo, come se desiderasse passare inosservato. Silenziosamente. Ma questo silenzio, grazie a lui, è diventato presto assordante.

Simone Ruggieri

LEGGI TUTTI GLI APPROFONDIMENTI

0 comments on “Le ultime toccanti parole di Gaetano Scirea prima dell’addioAdd yours →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *