Toni-Verona: quando l’età non conta!

Tra i connubi calcistici più significativi del nostro campionato vi è certamente quello tra il campione del mondo e il club scaligero, maturato sul finire della carriera dell’attaccante emiliano. Era il Verona di Mandorlini, una squadra dalle grandi sorprese.

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LUCA TONI: RITRATTO DI UN FORMIDABILE CENTRAVANTI

Il Luca Toni che approda al Verona nell’estate del 2013 è un giocatore di 36 anni che non ha più nulla da chiedere alla sua splendida carriera: numerosi titoli nazionali vinti col Bayern Monaco e numerose competizioni (campionato, bundesliga, Coppa Uefa tra le altre concluse come capocannoniere), a cui ovviamente si aggiunge il trionfale Mondiale del 2006 vinto con la nazionale. Ma da alcuni anni l’attaccante ha un po’ perso la continuità realizzativa, complici alcuni infortuni e un’età più rosea. Il trasferimento al Verona è una sorta di canto del cigno per uno dei più prolifici bomber italiani: non vi sono grosse aspettative sulla squadra veneta, appena approdata in Serie A dopo undici anni di assenza.

2013-2014: LA RINASCITA

E invece sotto Mandorlini il Verona diviene una delle realtà più interessanti del campionato, fin dalla prima giornata dove Toni è subito protagonista, con una doppietta che sancisce l’inizio della crisi per il Milan di Max Allegri. Per tutto il campionato il Verona si mostra squadra altalenante, molto forte in attacco ma dalla difesa molle, mentre il rendimento del bomber è costante. A Verona Toni ha anche l’occasione di tornare a battere i rigori, che non calciava da tantissimi anni. A fine anno è secondo nella classifica cannonieri del campionato, alle spalle del solo Immobile, con venti gol realizzati: un ottimo bottino per un attaccante che cercava la doppia cifra da quattro stagioni. In molti invocano la nuova chiamata in Nazionale, nella quale non gioca ormai dal lontano 2009, ma Prandelli decide di non prenderlo in considerazione per il mondiale brasiliano.

2014-2015: CANNONIERE PIU’ ANZIANO DELLA SERIE A

Anche nella stagione 2014-2015 il Verona si conferma squadra ostica, ma l’inizio per Toni non è ottimale: solo due gol, entrambi dal dischetto, nelle prime dieci partite. Ma è la quiete che precede la tempesta: da quel momento torna ad essere il cecchino dell’anno precedente, inanellando una sor-prendente serie di doppiette, soprattutto nel girone di ritorno. Si giunge all’ultima giornata con l’emiliano di nuovo in lotta per la classifica cannonieri: Toni svolge pienamente il suo compito andando in rete contro la Juventus, ma viene raggiunto da Mauro Icardi, autore di una doppietta contro l’Empoli. I due vengono accreditati del titolo di capocannoniere a pari merito. Toni rivince dunque la classifica marcatori dopo nove anni, superando Dario Hubner nella classifica di capocannoniere più anziano della Serie A.
La stagione successiva inizia sempre con Mandorlini alla guida, ma l’alchimia sembra essersi improvvisamente rotta: Toni è alle prese con alcuni infortuni e la squadra fa ancora più fatica degli altri in fase difensiva. Nonostante l’acquisto di Pazzini, con il quale Toni forma una bizzarra coppia d’attacco, gli scaligeri concludono all’ultimo posto e devono salutare la Serie A: l’attaccante decide anche di lasciare il calcio giocato alla fine della stagione, a 39 anni, dopo aver comunque segnato sette reti.

«Verona è stata la mia seconda giovinezza.In tanti mi credevano finito, ma ho segnato tanto: il primo anno feci venti gol, ma la classifica marcatori la vinse Immobile. La seconda stagione volevo vincerla e ce la feci, merito anche della squadra.La città è simile a Firenze, piccola ma stupenda, mentre il tifo è impressionante: i tifosi dell’Hellas sono passionali e mi hanno dato subito tanto calore».

Lorenzo Di Lauro

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