“Ti credi forse meglio di Di Maria?”. La famosa litigata tra Mourinho e Ronaldo!

Un famoso litigio tra i due che portò praticamente alla ‘guerra fredda’ tra i due portoghesi che hanno lo stesso manager. Dai tempi di Madrid i due non si sono mai sopportati.

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E’ di oggi l’indiscrezione di calciomercato che vorrebbe Cristiano Ronaldo nel mirino della Roma di José Mourinho. Il nuovo tecnico giallorosso sarebbe interessato a lavorare nuovamente con Cr7 che potrebbe lasciare la Juventus dopo una stagione in cui lo ha visto protagonista come capocannoniere della Serie A ma anche spesso criticato per alcuni atteggiamenti in campo che non sono passati inosservati. Una notizia, quella lanciata dal quotidiano La Stampa, che però non trova fondamento se analizziamo il rapporto tra lo Special One e l’asso della Juventus. I due hanno già lavorato assieme al Real Madrid e le cose non sono andate come speravano. Il Real vinse con Mourinho la Liga con 100 punti ma tra i due ci furono alcune scintille. E’ vero, il procuratore è sempre lo stesso, ovvero Jorge Mendes, ma due retroscena dell’epoca dimostrano che due personalità così forti mal si amalgano. Il primo retroscena fu svelato da Luka Modric nella sua biografia.

Una volta rimasi davvero sbalordito dalla reazione rabbiosa di Mourinho nei confronti di Cristiano Ronaldo. Fu durante una partita di Coppa di Spagna in cui stavamo vincendo 2-0: un terzino avversario andò in profondità sul versante sinistro del nostro schieramento, Ronaldo non lo seguì e Mourinho gli gridò nervosamente di marcarlo. Ad azione ormai conclusa, il mister continuò a lamentarsi. Ne nacque un vero e proprio litigio. Quando arrivammo negli spogliatoio, Ronaldo era disperato, quasi sul punto di piangere, e disse ‘Faccio del mio meglio e lui continua a criticarmi’. Poi entrò Mourinho. Si mise al centro dello spogliatoio e rinfacciò con rabbia a Ronaldo di non essere stato responsabile durante la partita. Gli animi si scaldarono e ad un certo punto i compagni dovettero intervenire. Mourinho è così, ha delle reazioni sanguigne e non la manda a dire, non importa di chi si tratta“.

Proprio la scesa vena di sacrificio dell’asso portoghese è stata al centro di un altro scontro importante tra i due. Anche questa volta lo Special One accusò senza mezze misure Ronaldo di pensare spesso a sé stesso e poco al gruppo.

Cristiano, vieni qui. Devo dirti una cosa. E te la dirò in faccia, davanti a tutti. Ti lamenti che abbiamo uno schema troppo difensivo. Ma sai perché? La colpa è tua. Dato che rifiuti di difendere e stringere sulle fasce, io sono costretto a far arretrare gli altri. Ti sei arrabbiato perché non ti ho fatto giocare contro il Bilbao. Bene l’ho fatto perché tu giochi solo per te stesso. Pensi solo ai risultati personali. Vivi in un mondo tutto tuo. Quando parli con la stampa, invece di fare il tuo dovere, critichi il nostro gioco difensivo. Sai cosa avresti dovuto fare? Criticare gli arbitri, pensare a me e alla squadra. Io non posso non volerti bene, perché sei il fratello di mio fratello (riferito al procuratore Mendes e quindi fratello anche mio. Ma hai criticato in pubblico le mie decisioni tattiche! Tu non rispetti i compagni. Loro corrono e tu resti a guardare. Pepe e Diarra si ammazzano di fatica mentre tu ti arrabbi se non ti arriva il pallone sui piedi! Se fossi un vero membro della squadra, andresti a parlare degli arbitri con la stampa invece di lamentarti in campo! Ho fatto una formazione su misura per te, così da non essere costretto a rincorrere gli avversari e segnare. Giochiamo così per te! Se ti assegnassi la marcatura di Dani Alves, tu te lo lasceresti sfuggire. Ti credi forse superiore a Di Maria?“.

Il racconto, riportato dal sito Calciatoribrutti, rivela come Mourinho abbia voluto riprendere Ronaldo nello spogliatoio dinanzi ai propri compagni per mostrare a tutti che lui trattava ogni giocatore allo stesso modo. Un atteggiamento che non è piaciuto molto a Cristiano Ronaldo che si è sentito ferito anche quando lo Special One parlò del paragone tra Ronaldo il brasiliano e Ronaldo il portoghese: “Il Ronaldo vero è quello brasiliano e io l’ho allenato” riferendosi a quando era il secondo di Robson, allora tecnico del Barcellona. Insomma tra i due connazionali non c’è mai stato amore, per questo risulta difficile pensare ad una chiamata dello Special One per convincere Ronaldo ad accettare la Capitale. Oltre ovviamente ad un discorso prettamente economico visto l’ingaggio esagerato che il portoghese percepisce attualmente in bianconero.

Claudio Ruggieri

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