Thiago Silva, la forza di piangere tre volte e di togliersi le spine

E’ tornato a distanza di un anno per riprendersi quello che aveva perso strada. Questa volta con un’altra maglia ma con lo stesso condottiero dalla panchina. Non ha risparmiato una stoccata al suo vecchio club per averlo accompagnato alla porta

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Il Portogallo dà e il Portogallo toglie. Ha abbondonato in lacrime la finale per un problema muscolare al minuto 38 del primo tempo, assorto tra suoi tormenti per non aver potuto lottare insieme ai suoi compagni. Ha gioito alla fine alzando al cielo la prima Champions della sua carriera, sempre tra le lacrime. Ci era andato vicino nella passata stagione con la maglia del PSG fermandosi in finale davanti alla corazzata Bayern. Adesso si è preso la sua rivincita insieme a Thomas Tuchel che sedeva sulla panchina dei parigini fino a pochi mesi fa. Insomma, buona la seconda per entrambi. Anche allora fu un abbraccio commosso tra le lacrime, ma dal sapore diametralmente opposto.

Più di tutti ha cercato il suo primo trofeo internazionale con la maglia del club, ma non uno a caso, puntava alla coppa più ambita dopo averla sommessamente sfiorata. Il giorno dopo ha parlato a RMC Sport e si è spogliato di tutte le sue debolezze, ammettendo di essersi tolto un vero macigno dopo la beffa della passata stagione.

“È il momento più importante della mia carriera. Indimenticabile, incredibile. Dover uscire è stato difficile per me, ma la squadra ha difeso bene. Abbiamo sofferto e abbiamo vinto. Per me è speciale, soprattutto per la pressione che ho vissuto a Parigi”.

La pressione di Parigi e quell’obbligo di vincere a tutti costi in nome degli investimenti milionari ha travolto una parte dello spogliatoio che più di giocarla con leggerezza sentiva già a priori il peso di un potenziale fallimento. E allora quale occasione migliore per togliersi un paio di sassolini, da uno che era stato accompagnato alla porta al termine delle scorsa stagione, perché ormai a fine ciclo.

E invece insieme a Tuchel, silurato praticamente alla vigilia di Natale, si sono regalati a distanza di un anno la gioia più bella. Da Lisbona a Oporto è cambiato il finale, dal Portogallo al Portogallo è cambiata la storia.

“Ogni volta che il PSG veniva eliminato dalla Champions la gente voleva trovare un colpevole, ed ero sempre io. Spero che in futuro riescano a vincerla perché a Parigi ho lasciato tanti amici”.

Via le ultime spine specie se fanno parte di un passato glorioso pesante quanto venticinque titoli nazionali, l’ultimo capitolo è a forti tinte Blues ancora tra le lacrime, questa volta dal sapore speciale.

Mario Lorenzo Passiatore

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