Superlega: Cruyff e quelle parole ‘profetiche’ che nessuno dovrebbe dimenticare!

Cicchetti (Agente Fifa): “Superlega? Pro e contro. L’Uefa ha lasciato andare…” (Esclusiva)

Endt (ex team manager Ajax): “Cruyff e l’aneddoto di Firenze. I segreti del Calcio Totale di Michels” (Esclusiva)

“Pregi e difetti della Scuola Ajax. De Ligt e Van de Beek, ecco il problema” (Esclusiva)

Andando indietro nel tempo si resta sorpresi di alcune dichiarazioni fatte in passato dal Profeta del Calcio Totale che sarebbe andato contro la Superlega.

Da due giorni non si parla d’altro che della Superlega voluta da dodici club europei. Tra questi anche Juventus, Inter e Milan. Una nuova “Champions” che sta stravolgendo il mondo del calcio ormai in preda a polemiche infuocate. Da un lato i vari Perez, Agnelli, dall’altra il presidente Uefa Ceferin e tutte le leghe Nazionali. La Superlega non si dovrà fare altrimenti ci saranno pesanti sanzioni. Gli interpreti del mondo del calcio, allenatori e giocatori, sembrano dare ragione alla Uefa, non sarebbero convinti del nuovo progetto europeo. Cosa succederà? Di certo si dovrà trovare un punto d’incontro, difficile immaginare una Serie A senza Juventus, Milan e Inter, impossibile guardare un Premier League senza United, City, Liverpool, Chelsea, Arsenal, Tottenham o una Liga senza Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid. Tutto può succedere anche perché i toni usati in questi giorni non fanno bene al calcio e sicuramente non porteranno ad un accordo. Da un lato ci sono le posizioni chiare dei dodici club europei, vogliono offrire ai tifosi un calcio più spettacolare ed incassare più soldi, dall’altro lato c’è la Uefa che vorrebbe garantire la meritocrazia nel calcio gestendo comunque il monopolio della manifestazione europea.

Come abbiamo detto più volte ieri, non vogliamo ancora schierarci apertamente, ma è chiaro che il venir meno alla meritocrazia nell’accesso alla Superlega è un indizio che non ci lascia pensare a qualcosa di positivo. Soprattutto perché in passato Johan Cruyff, il Profeta del Calcio Totale, aveva rilasciato alcune dichiarazioni che leggendole oggi, nel 2021, all’alba di questa nuova lega, sembrano davvero profetiche. Cruyff ha sempre parlato di meritocrazia in campo aldilà del blasone, del prestigio o della forza economica di un club.

Non è il buono contro il cattivo e fare in modo che vinca il buono. Il senso del calcio è che vinca il migliore in campo, indipendentemente dalla storia, dal prestigio e dal budget“.

Una frase che rimarca ancora di più l’importanza della meritocrazia nel calcio, punto cardine di ogni sport. Vince il più bravo, non per forza il più ricco. Nella Superlega 12/15 posti verrebbero assegnati ai soci fondatori, società tra le più ricche (e indebitate) del Mondo, mentre i restanti cinque posti potrebbero venire assegnati in base al merito nei campionati Nazionali. Eppure in questi anni, soprattutto in Italia, abbiamo visto spesso l’Atalanta battere le Big, giocando un calcio divertente e raggiungendo obiettivi europei che Juventus, Inter e Milan, non hanno raggiunto in questo periodo. Blasone a parte, oggi l’Atalanta è una squadra più europea rispetto alla tre squadra citate in precedenza. E questo dovrebbe far ragionare un po’ tutti. C’è un’altra frase di Cruyff che dimostra come il Profeta non avrebbe visto di buon occhio la nascita di questa Superlega.

Perché non avresti potuto battere un club più ricco? Io non ho mai visto un mucchio di soldi segnare un gol“.

In fondo basta riflettere su cosa è stata quell’Ajax degli anni ’70, una squadra piena di giovani talenti cresciuti per la maggiore nelle giovanili dei Lancieri. Una squadra rivoluzionaria che ha saputo imporre il proprio gioco, il proprio talento, la propria interpretazione del calcio, sia in Olanda che in campo europeo. Battendo squadre importanti e lasciando alla storia un movimento epocale come quello del Calcio Totale. Alla base di tutto c’è stata la volontà del ragazzino Johan di giocare con la maglia dell’Ajax facendo tanti sacrifici e arrivando sul tetto d’Europa vincendo tre volte la Coppa dei Campioni e tre volte il Pallone d’Oro. Ancora oggi l’insegnamento di quel calcio, di quella rivoluzione, è ben impressa nella mente di tutti gli amanti del calcio. E’ vero, viviamo in un altro Mondo, un’altra era, il calcio non è più lo sport romantico di un tempo, ma questo non deve confondere i “potenti” del calcio che togliendo la meritocrazia probabilmente perderanno la parte più bella e affascinante di questo sport. I tifosi.

Durante ogni allenamento, qualunque sia il tuo sport, ti senti distrutto perché in ogni allenamento devi andare oltre quello che sul momento ti sembra il tuo limite: tu cominci a correre, a scattare a calciare e dopo un po’ ti sembra di aver esaurito ogni energia, mentre hai solo esaurito quello che io chiamo “primo fiato”. A quel punto bisogna sforzarsi per superare la piccola crisi che sembra bloccarti, per arrivare al “secondo fiato”: che ovviamente arriva solo dopo qualche minuto di sofferenza. Quando l’allenatore dà lo stop senti il cuore che batte vertiginosamente, sembra che debba scoppiarti nel petto: devi riuscire a ricondurlo al suo ritmo normale in meno di due minuti; se non ci riesci è meglio che apri una tabaccheria o tenti di diventare Presidente del Consiglio: vuol dire che hai sbagliato mestiere“.

Il sacrificio alla base di tutto per arrivare in alto. Aldilà del blasone o della forza economica.

Grazie, Johan!

C.R.

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