Società e giocatori: Pirlo tradito dalla sua Juventus. E l’addio è dietro l’angolo…

Il tecnico bianconero non è così saldo sulla panchina soprattutto a causa di alcune scelte societarie inspiegabili. E anche i giocatori lo stanno tradendo…

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Il 24esimo gol in Serie A in questa stagione di Cristiano Ronaldo ha evitato alla Juventus l’ennesima sconfitta ma non ha sicuramente placato le polemiche attorno alla formazione bianconera. Il pareggio contro il Torino è arrivato dopo l’ennesima prestazione fatta da alti e bassi, con momenti ad alta intensità e blackout infernali che hanno portato alla doppietta di Sanabria. La classifica in campionato non permette a Pirlo e soci di dormire sogni tranquilli visto che la distanza dal primo posto è di dodici punti ma soprattutto l’Atalanta ha scavalcato i bianconeri. E’ vero, mercoledì ci sarà la partita da recuperare ma l’avversario è il Napoli di Gattuso che tra mille difficoltà si trova a pari punti con la Juventus e vuole il sorpasso. A quel punto i bianconeri si troverebbero al quinto posto in classifica, impensabile ad inizio stagione. La Juventus non può permettersi di restare fuori dalla Champions League soprattutto alla luce dei grandi investimenti fatti in queste stagioni. La panchina di Pirlo non è poi così salda aldilà delle frasi di circostanza di Paratici e Nedved, anche perché lo stesso tecnico bianconero non è poi così contento della situazione in casa Juventus.

Il “tradimento” della società

L’arrivo di Pirlo in panchina non è stato certo frutto di una programmazione precisa da parte della Juventus. I bianconeri si sono ritrovati con lo Scudetto in mano e con l’esonero di Maurizio Sarri che non ha mai sposato pienamente l’ambiente bianconero. Il famoso sfogo di Sarri (“Questa squadra è inallenabile”), veritiero o meno, rappresenta però il punto di vista di molti tifosi. E chissà che non sia anche il pensiero di Pirlo. Il tecnico bianconero si è visto affidare una panchina così importante dopo neanche un giorno da allenatore in categorie inferiori; la Juventus aveva ingaggiato Pirlo come tecnico dell’Under 23 salvo poi presentarlo come allenatore della prima squadra dopo l’esonero dell’ex tecnico del Napoli e alcuni sondaggi a vuoto per altri allenatori. La maggiore critica nei confronti di Pirlo deriva soprattutto da una mancata impronta tattica ma c’è da dire che in sede di calciomercato la società non ha acquistato calciatori funzionali al progetto Pirlo. Basti pensare a Kulusevski, acquistato per 35 milioni di euro più nove di bonus a gennaio, quando sulla panchina della Juventus c’era ancora Maurizio Sarri che stravedeva per il talento di proprietà dell’Atalanta che a Parma ha fatto meraviglie come esterno d’attacco nel tridente dei ducali. Nella Juventus il giovane svedese non ha mai giocato in quella posizione: infatti Pirlo lo ha schierato o come punta accanto a Ronaldo o come esterno in un 4-4-2, non certamente la stessa cosa di Parma. E il classe 2000 si è smarrito a Torino. Anche l’acquisto di Arthur, arrivato dopo lo scambio con Pjanic, è avvenuto a fine giugno, avallato dallo stesso Sarri che sperava di avere un centrocampista come il brasiliano per il suo gioco. La firma di Pirlo infatti è arrivata l’otto agosto, più di un mese dopo l’accordo tra Juventus e Barcellona. Segnale evidente che si è fatto un mercato pensando di avere in panchina un altro allenatore e non Pirlo. ll risultato è sotto gli occhi di tutti, una squadra che non gira aggrappata alla vena realizzativa di Ronaldo e all’esplosione di Chiesa, forse l’unico vero acquisto voluto dal tecnico bianconero.

….e quello dei giocatori

Oltre al “tradimento” della società c’è da puntare il dito anche sui giocatori. Molti di loro non stanno dando il meglio e alcune situazioni in campo lo dimostrano. In Champions League, nella doppia sfida agli ottavi contro il Porto, Cristiano Ronaldo è mancato completamente. Al ritorno, in occasione del calcio di punizione vincente di Sergio Oliveira, l’atteggiamento svogliato del portoghese è stato letale per i bianconeri. In campionato a tradire Pirlo sono stati spesso anche i senatori con alcune indecisioni dei giocatori più esperti. Ieri contro il Torino la doppia “svista” di Szczęsny è costata il pareggio e il vantaggio del Torino, nella giornata precedente un passaggio sconsiderato di Arthur ha spianato la strada al gol di Gaich e la clamorosa vittoria del Benevento allo Juventus Stadium. In tutto questo Pirlo si è ritrovato con il “festino” a casa McKennie che ha coinvolto anche Arthur e Dybala. L’argentino vive ormai da separato in casa, i tanti problemi fisici e soprattutto il rinnovo che tarda ad arrivare, complicano il rapporto tra la “Joya” e la Juventus. Le strade a fine stagione saranno diverse. Anche i continui problemi fisici di Chiellini continuano a non dare tranquillità a Pirlo, così come un centrocampo fatto da giocatori non di qualità e che poco c’entrano con il piano tattico dell’allenatore bianconero.

La stagione sta per iniziare il rush finale e la Juventus dovrà assolutamente fare attenzione al percorso in campionato perché il posto in Champions è assolutamente importante e vitale per le casse bianconere. Il Covid ha dato una mazzata a tutti i grandi club e la Juventus in particolare non ha potuto disporre dei soldi provenienti dallo Stadium. Una mancata partecipazione in Champions League potrebbe essere letale per la Juventus che dovrà poi ripensare al parco giocatori e anche allo staff tecnico. La sensazione è che il progetto Pirlo possa davvero terminare prima del previsto.

E sarebbe chiaramente colpa di tutti. Nessuno escluso.

C.R.

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