Serie A/ Ibra, Ronaldo, Ribery: la carta d’identità non conta!

Nelle prime quattro giornate del campionato abbiamo assistito a campioni senza età che hanno mostrato interamente la loro classe. Quale è il motivo?

Con il posticipo del lunedì tra Genoa ed Hellas Verona si chiude la quarta giornata di Serie A che ha fatto registrare un alto numero di reti. Un segno importante per il nostro calcio spesso etichettato come “difensivista”. Qualcosa è cambiata, una tendenza molto europea che potrebbe aiutare le nostre squadre in Europa. Ma dopo quattro giornate possiamo anche dire che la Serie A è un campionato in cui la carta d’identità non conta.

Zlatan al comando

Il derby di sabato pomeriggio ha premiato il Milan di Pioli. La formazione rossonera ha terminato il digiuno di stracittadine che durava da più di 1000 giorni. Ora il Milan è primo in classifica e si gode un’imbattibilità che dura da 17 partite. Grande prestazione di Zlatan Ibrahimovic, con tanto di doppietta che ha messo al tappeto l’Inter di Antonio Conte. Lo svedese non mostra alcun segnale di cedimento fisico nonostante i 39 anni compiuti il 3 ottobre. Uno strapotere fisico e tecnico che ha messo in difficoltà tutta l’intera retroguardia nerazzurra, in particolare De Vrij, uno dei più forti difensori del nostro campionato. E per Ibrahimovic sono 4 gol nelle prime quattro giornate, tenendo presente che lo svedese ha dovuto saltare due partite di campionato causa contagio Coronavirus. Il Milan si aggrappa alle magie dello svedese per sognare in grande.

La classe di Monsieur Ribery

A Firenze non si vive un grande momento in termini di risultati. Il due a due sul campo dello Spezia ha lasciato l’amaro in bocca alla formazione di Iachini visto il doppio vantaggio iniziale. Il vuoto lasciato dall’addio di Chiesa è stato colmato da Callejon, l’ex Napoli ha debuttato nella ripresa ma dovrà entrare presto negli schemi tattici di Iachini. Ma Firenze e la Fiorentina si godono le giocate sontuose di Frank Ribery. Il francese ex Bayern Monaco sta incantando tutti con la sua solita immensa classe: parliamo di un calciatore in grado di saltare sistematicamente l’uomo e di servire assist deliziosi ai compagni. Anche per lui il tempo sembra essersi fermato visto che il francese è appena due anni più piccolo di Ibrahimovic, 37 anni. Eppure in queste quattro giornate abbiamo assistito a lampi di classe degni del miglior Ribery, con due assist ed infinite giocate. La Serie A spera di poter assistere sempre di più alla classe di Ribery, problemi fisici permettendo.

Cristiano ha ancora tanta fame

Il più “piccolo” della compagnia è Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese ha 35 anni ma su di lui non ci sono segnali di cedimento fisico o mentale. Anzi, il 5 volte Pallone d’Oro continua ad avere fame di titoli con la Juventus e con il suo Portogallo e non ha voglia di fermarsi. In queste prime quattro giornate sono già arrivati tre gol per Ronaldo, una rete nell’esordio contro la Sampdoria, doppietta nel big match contro la Roma, mentre la partita con il Napoli, almeno per il momento, è stata assegnata ai bianconeri con il tre a zero a tavolino. A Crotone Ronaldo non ha giocato causa contagio da Coronavirus, l’assenza del portoghese si è fatta sentire e Pirlo spera di recuperarlo al più presto. Anche perché tra nove giorni ci sarà la grande sfida tra Juventus e Barcellona, ovvero tra Ronaldo e Messi, i due eterni rivali. E Cr7 non ha nessuna intenzione di perdersi il duello con il suo amico/nemico sportivo.

Oltre ai tre fuoriclasse citati, nelle prime quattro giornate si sono messi in evidenza anche altri giocatori non più giovanissimi. Il “Papu” Gomez, anni 32, ha già siglato 4 gol e mostrato qualità eccezionali. Il “sempreverde” Fabio Quagliarella è arrivato a quota 3 gol nonostante i suoi 37 anni. A questo punto una domanda sorge spontanea: è merito dell’immensa classe di questi campioni o il campionato italiano è diventato meno difficile rispetto agli anni scorsi?

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