Tutti i segreti del Lille dei miracoli: da Ylmaz a Galtier, fino alla delusione PSG

In Ligue 1 ormai è una notizia se il titolo non lo vince il Psg: i ragazzi di Galtier sono riusciti nell’impresa con una stagione super e soprattutto con un finale di qualità dove hanno resistito al recupero dei parigini. Una vittoria all’insegna dei gol del veterano Burak Ylmaz

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Nel calcio moderno spesso si crede poco nelle imprese e si tende a dare tutto per scontato: al campionato francese viene subito associato il Paris Saint Germain, che da ormai un decennio domina nello scenario nazionale in modo quasi incontrastato. Eppure quest’anno in un’annata complicata per i parigini, la scena in Francia se l’è presa il sorprendente Lille di Galtier, un po’ come fatto nel 2017 dal Monaco di Leonardo Jardim. Dopo dieci anni è arrivato un nuovo campionato per una squadra non abituata a vincere, ma che in questa stagione già contro il Milan si era messa in evidenza con una vittoria per 3-0. Andiamo ad analizzare quelli che sono stati i suoi punti di forza.

YLMAZ: UN BOMBER MAI DOMO                                  

L’ottima stagione di Ibrahimovic e Quagliarella dimostra come per i grandi giocatori l’età sia un elemento secondario quando scendono in campo. E’ anche il caso di Burak Ylmaz, bomber turco che in patria ha vinto per due volte il titolo di cannoniere. Classe 1985, la scorsa estate a trentacinque anni ha lasciato per la prima volta in carriera la Turchia, escludendo una breve parentesi in Cina con il Bei-jing Guoan.

Con diciotto reti stagionali, tra cui una nell’ultima decisiva partita contro l’Angers, l’attaccante ha avuto un ruolo determinante nella conquista del titolo: adesso si candida ad essere una mina vagante ad Euro2021 con la sua nazionale. Un ruolo determinante con i suoi frequenti gol lo ha ottenuto anche il connazionale Yazici, carnefice del Milan in Europa League, nonché uno dei prospetti più interessanti per il futuro.

In questa vittoria fondamentale anche l’esperienza del capitano Josè Fonte, da tempo colonna della nazionale portoghese, al primo trofeo importante vinto con i club, mentre, nonostante il titolo, continua a non brillare pienamente la stella di Renato Sanches, lontano parente del giocatore determinante con la sua nazionale ad Euro2016.

GALTIER: DALLA SALVEZZA AL TITOLO

Una grossa fetta di merito spetta all’allenatore Christophe Galtier, per anni guida tecnica del Saint Etienne, con il quale aveva ottenuto ripetutamente piazzamenti europei. Subentrato nel dicembre 2017 sull’attuale panchina, ha salvato il Lille da quella che sarebbe stata una drammatica retrocessione. Nelle due stagioni successive ha portato per due volte la squadra tra le prime quattro, e quest’anno, mostrando una sorprendente costanza, ha vinto la sua prima Ligue One alla sua dodicesima partecipazione.

Uno dei principali segreti della vittoria è stata sicuramente la cura meticolosa per la fase difensiva, con soli 23 gol subiti, ma soprattutto il sangue freddo dimostrato nell’ultima parte del campionato dove ha resistito alla rimonta del Paris Saint Germain. Il tecnico ha avuto anche il coraggio di dare spazio al giovane Timothy Weah, figlio del più celebre Timothy: la sensazione è che dopo questa stagione alcuni dei principali talenti del Lille finiranno nelle mire delle grandi di tutta Europa.

PSG: UNA STAGIONE COMPLICATA

Se il Lille gioisce, per il Psg è stata un’annata nera: la separazione da Tuchel, sostituito da Pochettino, non ha dato gli esiti sperati, e ora il tedesco, subentrato a Lampard nel Chelsea, si ritrova a giocarsi la finale come un anno fa. In Ligue 1 i parigini sono stati altalenanti, nonostante il rendimento fosse nettamente migliorato nel girone di ritorno. In Champions League le cose sembravano poter andare meglio, dopo aver eliminato Barcellona e Bayern tra ottavi e quarti, ma ancora una volta la corsa si è interrotta, stavolta in semifinale contro il City.

La coppa dalle grandi orecchie resta dunque una maledizione per quella che puntualmente ogni anno viene indicata tra le squadre favorite, ma a cui fino ad adesso non sono bastati il talento di Neymar, Mbappè e Di Maria per invertire la tendenza negativa. Non basta certamente la vittoria in Coppa di Francia contro il Monaco per migliorare un bilancio che resta nel complesso negativo.  Il rischio concreto è che nella sessione estiva i maggiori talenti possano decidere di cambiare aria, e per il PSG ci sarà la concreta possibilità di una rifondazione.

Lorenzo Di Lauro

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