Sarri, Spalletti, Allegri: chi il prossimo a salire a bordo?

Tre allenatori che hanno vinto la panchina d’oro in momenti diversi, pronti a ritornare da protagonisti con rinnovate ambizioni. Ognuno detiene un personalissimo record, con la Toscana nel DNA e nel destino

Di Bari (d.s.)/ De Zerbi e Stroppa, che soddisfazione. E Zeman… (esclusiva)

Non sappiamo dove e quando, ma siamo sicuri che torneranno. Eccome se torneranno, ne siamo certi e vorremmo rivederli in campo così come in conferenza. La panchina è un surplus di stress e adrenalina, un mix di energia positiva e negativa che arriva a logorarti l’anima. Tutti ingredienti che in un modo o nell’altro ti fanno sentire vivo, specie per chi è abituato a respirare l’aria dello spogliatoio. Va bene ricaricare le batterie, poi però la voglia di tornare in corsia prende il sopravvento su qualsiasi cosa.

Sarri, Spalletti, Allegri, quasi come un ritornello. Un’ipotetica formazione Toscana, che oggi avrebbe l’imbarazzo della scelta per chi far accomodare in panchina. Spalletti e Allegri ci sono nati, Sarri è cresciuto e deve la sua formazione professionale: dipendente di banca con master in coraggio, grazie al quale decise di licenziarsi per amore del pallone. Un bel salto nel vuoto, eppure alla fine ha avuto ragione lui.

Oggi cercano squadra e la troveranno a prescindere dalla nostre note d’elogio. Perché tutti e tre hanno vinto la panchina d’oro almeno una volta, chiaramente in tempi e stagioni diverse. Perché tutti e tre hanno vinto, punto e basta. Sarri è l’ultimo italiano ad averlo fatto in Europa, alle dipendenze del Chelsea di Abramovich (Europa League 2018-2019), e in Italia con la Juve nella passata stagione.

Allegri è l’allenatore del quinquennio, l’unico ad averne vinti cinque di fila con la Juve, superando Carlo Carcano 85 anni dopo. Ma non solo, è l’unico ad aver centrato il traguardo nella storia della Serie A. Beh, non se la passa male neppure Spalletti che rispetto agli altri due non ha vinto lo scudetto in Italia, ma Coppa nazionale e Supercoppa sì. E poi è nella speciale classifica degli allenatori nostrani che hanno vinto il titolo all’estero. D’accordo, il coefficiente del campionato russo non è quello dei top europei, ma devi comunque andarci e vincere due scudetti. E lui l’ha fatto e anche bene con lo Zenit.

Hanno vinto con tre proposte di calcio differenti, con toni e modi altrettanto diversi. Uniti da quella sottile ironia che presto potrebbe tornare a incrociarsi prima e dopo un grande appuntamento. Non sappiamo dove e quando, ma siamo sicuri che torneranno. Chi sarà il primo a salire a bordo?

Mario Lorenzo Passiatore                                                    

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