Sacchi, che bordate alla Juventus: “Pirlo? Serve un tecnico con un’idea di gioco. E Ronaldo non può vincere…”

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L’ex allenatore del Milan ha parlato della clamorosa eliminazione della Juventus in Champions League.

Continuano i processi in casa Juventus dopo l’eliminazione agli ottavi di Champions League per mano del Porto. I bianconeri sono alle prese con un dilemma riguardo la gestione Pirlo e soprattutto con il futuro di Cristiano Ronaldo. Il ritardo dall’Inter capolista in campionato è di dieci punti (con una partita da recuperare contro il Napoli) per questo la Champions League rappresentava un’occasione importante per dare slancio alla stagione. Ed invece l’addio ai sogni europei brucia tanto. Nella serata di Torino non hanno funzionato sicuramente tante cose, ma sul banco degli imputati c’è finito soprattutto Cristiano Ronaldo autore di una prova opaca, esattamente come nell’andata in terra portoghese. E il futuro dell’ex Real Madrid è al momento una grossa incognita.

Una critica alla Juventus arriva anche da Arrigo Sacchi, storico ex allenatore del Milan che l’Europa la conosce benissimo. Oggi Sacchi è un apprezzato opinionista e alla Gazzetta dello Sport non ha risparmiato una frecciata al portoghese e alla Juventus.

Il calcio è uno sport di squadra. Ronaldo fa il Ronaldo, ma se ti affidi così tanto a un singolo e lui fallisce la partita, sono guai. Anche Maradona, che pure è stato il più grande, da solo non ha vinto la Coppa dei Campioni. Da allenatore non ho mai voluto giocatori già affermati perché temevo non contribuissero a fare squadra. Puoi comprarne anche 10 ma se non fanno squadra, non vinci. Ricorda i galacticos del Real? In attacco Beckham, Raul, Ronaldo, Zidane e Figo. In panchina un Pallone d’oro, Owen, e Morientes. La Coppa non l’hanno vinta. Juve vince da sempre in Italia ma non in Europa dove si gioca un calcio diverso. E se non cambia continuerà a non vincere”.

Sacchi accusa i bianconeri di aver puntato troppo sul singolo e meno sul collettivo, un cavallo di battaglia dell’ex c.t. della Nazionale italiana che spesso si è scontrato con alcuni allenatori (famoso il battibecco con Allegri). La Juventus dovrà cambiare tanto per cercare di vincere in Europa e non affidandosi solo al singolo. Ma anche dal punto di vista del gioco, Sacchi è rimasto molto perplesso della gestione tattica di Pirlo.

Fatico a giudicarlo. Perché non so se ha fatto delle richieste per l’idea che aveva in testa o pur di allenare la Juve ha accettato tutto, col rischio di bruciarsi. Lo scorso anno si è passati da Allegri a Sarri, due tecnici bravissimi, totalmente diversi, mantenendo la stessa squadra. Non è coerente. Cosa consiglio? Di scegliere un allenatore che abbia una idea di gioco: che voglia proporre un calcio di squadra e offensivo“.

Pirlo al momento non sembra convincere Sacchi che pensava ad un passaggio del turno della Juventus soprattutto alla luce della sfida contro la Lazio in campionato vinta dai bianconeri. Il secondo tempo in particolare aveva impressionato il tecnico di Fusignano soprattutto per intensità, cosa che è mancata contro i portoghesi.

Sono mancati intensità, gioco corale, capacità di attaccare e difendere in 11. Quello che è successo in tutta la stagione, fatta eccezione per la ripresa contro la Lazio. E arrivo a dire, anche se può sembrare assurdo in una partita così importante, le motivazioni. Difficile diversamente spiegare l’incapacità di approfittare della superiorità numerica per 70′ tra tempi regolamentari e supplementari. E temo che il Porto sia stato sottovalutato. Non è un top club europeo al momento, ma è una squadra molto organizzata, si muove in modo corale, armonico, esce sempre palla al piede, ha palleggiatori e giocatori tecnici funzionali all’idea di calcio che vogliono proporre. In più ci hanno messo grandi motivazioni e coraggio. Se non sei organizzato e non sai sempre cosa fare, non passi il turno giocando due terzi di gara in inferiorità numerica, per colpa di una sciocchezza. Ma non bastano le tue qualità, devono esserci anche i limiti altrui. Il comportamento della barriera juventina sul 2-2 è la sintesi del discorso sulle motivazioni, lo spirito di squadra“.

Un Sacchi molto critico nei confronti della Juventus e in generale del calcio italiano che non riesce ad imporsi in Europa. In Champions sono rimaste Lazio e Atalanta con i biancocelesti praticamente fuori dopo il quattro a uno subito in casa mentre i bergamaschi dovranno ribaltare l’uno a zero subito in casa dal Real Madrid. L’Italia rischia di non avere nessuna squadra ai quarti di finale di Champions League.

C.R.

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