Roma, quando il miglior attacco diventa il centrocampo!

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I giallorossi continuano a navigare in zone alte della classifica, e si godono il magico momento di forma dei loro centrocampisti, che fino ad adesso si sono dimostrati implacabili in fase offensiva.

Dopo le molteplici tensioni legate al caso Dzeko che hanno portato il gigante bosniaco ad un passo dalla cessione, la Roma ha ripreso a galoppare in campionato, confermandosi infallibile nelle partite contro le piccole. Si è confermato in grande spolvero il reparto nevralgico, una vera e propria macchina da guerra che costituisce probabilmente il vero punto di forza della squadra giallorossa. Lo spagnolo Villar, che Pizarro ha indicato come suo successore, è divenuto una solida diga che garantisce protezione alla difesa e copre le frequenti incursioni degli altri interpreti, che si sono rivelati un’arma imprescindibile anche in chiave offensiva.

Pellegrini

Dopo un’annata non particolarmente brillante sul piano realizzativo, l’italiano in questa stagione è già a quota cinque reti realizzate tra tutte le competizioni, a cui si aggiunge un ricco bottino di assist e di prestazioni di qualità. Da sempre tra i pupilli di Fonseca, che ha difeso a spada tratta nei maggiori momenti di difficoltà, si è particolarmente distinto per la sua grande duttilità: mezzala, trequartista, esterno offensivo sono solo alcuni dei ruoli ricoperti brillantemente, anche in nazionale con Roberto Mancini, da sempre suo grande estimatore. In seguito alle scintille che hanno visto Dzeko protagonista, ha da poco ereditato la fascia da capitano, ma sembra non avvertirne il peso nonostante la giovane età: anche con l’Udinese è stato protagonista di un’ottima prestazione, dove aveva trovato anche la rete, poi annullata.

Veretout

Si sta rivelando assai incisiva la seconda stagione in giallorosso dell’ex viola, cominciata con una doppietta nello scoppiettante 2-2 contro la Juventus. Fonseca ha trovato in lui un centrocampista completo, abile nella costruzione di gioco e negli inserimenti, nonché cecchino infallibile dagli undici metri. Ottimo assistman, buon verticalizzatore e abile anche di testa, il francese è stato in grado di conquistare i tifosi nonostante un po’ di scetticismo al suo arrivo. Ora punta a migliorare ancora il proprio record personale di marcature: dopo la doppietta all’Udinese ha già raggiunto quota dieci reti stagionali, di cui ben nove realizzate in campionato.

Mkhitaryan

In questa stagione si è definitivamente rivisto lo straordinario giocatore ammirato ai tempi del Dortmund di Klopp, dopo le due parentesi non particolarmente memorabili al Manchester United e all’Arsenal. Con tecnica, estro e fantasia Miki è riuscito a conquistarsi anche la Serie A, nonostante i numerosi infortuni che ogni tanto lo costringono ai box. L’armeno si è rivelato il prezioso grimaldello con cui scardinare anche le difese più ostiche, e quest’anno più di Dzeko si è percepita la sua importanza anche in termini realizzativi: undici reti e undici assist in appena ventisette partite. Si temeva di perderlo subito dopo l’approdo in prestito secco nella scorsa stagione, adesso è diventato un perno insostituibile e la Roma prova a blindarlo: una croce per gli avversari, una delizia per compagni e tifosi.

Una Roma che spera di ritrovare anche i gol di Edin Dzeko, un calciatore importante in chiave realizzativa (capocannoniere nel 2017 con 29 reti) e anche come apripista per l’arrivo dei centrocampisti. In questo particolare momento della Roma, il tecnico Fonseca sembra preferire lo spagnolo Borja Mayoral che dopo un periodo di ambientamento ha dimostrato di avere doti da attaccante di movimento in grado di far male alle difese avversarie.

Lorenzo Di Lauro

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