Reus, l’infortunio e la riabilitazione: “Mi sono sentito solo, nessuno può aiutarti”

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Il campione del Borussia Dortmund ha parlato dei suoi tanti problemi fisici che lo hanno tormentato durante l’arco della carriera. Confessione importante.

Se bastasse solo il talento per diventare grandi campioni, Marco Reus verrebbe ricordato come uno dei giocatori più forti visti in Bundesliga e in campo europeo. Un calciatore fortissimo tecnicamente, veloce, dotato di quella magia che solo i grandi calciatori possiedono. Peccato però che nel corso della carriera di un calciatore ci sono tante varianti instabili, come quella dei problemi fisici. Ed in questo caso Reus è sicuramente da annoverare tra i calciatori più sfortunati della storia del calcio. Gli intoppi fisici sono importanti e soprattutto numerosi. Dalla stagione 2009-2010 al 2012-2013 circa dieci infortuni muscolari che hanno sicuramente stoppato la crescita di questo talento tedesco. Ma il peggio per Reus doveva ancora arrivare. Il primo grosso intoppo arriva nella stagione 2013-2014, lesione parziale dei legamenti della caviglia che terranno fuori Reus per circa 66 giorni. Un anno dopo è sempre la caviglia a dare problemi con la rottura dei legamenti collaterali, altri 45 giorni di stop. Reus torna sempre, impreziosisce la sua carriera con alcuni trofei personali e di club, vince la Coppa di Germania e per tre volte la Supercoppa tedesca.

Il più brutto infortunio arriva però nella stagione 2017-2018 con la rottura del legamento crociato, Reus resta fermo quasi un anno, ovvero 228 giorni. Salta praticamente l’intera stagione e il tedesco deve nuovamente ricominciare. Ed è in quel momento che arriva il momento più duro per Reus.

Quando ti fai male pensi subito al recupero perché vuoi tornare in campo. Ma questo non succede così in fretta. La riabilitazione è terribile, devi fare le cose giorno per giorno e dopo tre settimane sei mentalmente distrutto. Perché sei da solo e nessun membro del club può aiutarti perché devi recuperare dal tuo infortunio. Mentalmente non sei così forte. Sei fermo da sei-sette mesi e sei stanco di non giocare“.

Un pensiero che Reus ha rivelato a GQ, confessando di non aver passato un bel periodo perché ogni volta è un continuo rimandare il rientro in campo. Reus ha usato toni forti soprattutto quando si è parlato dei tanti soldi guadagnati dai giocatori. A quel punto il calciatore del Borussia Dortmund ha rivelato.

I giocatori più importanti guadagnano un sacco di soldi, è vero. Ma a volte paghiamo un prezzo pesante per la nostra salute. Ed io darei tutti i miei soldi per stare bene in salute, per poter tornare a giocare a calcio e fare il lavoro che amo“.

In questa stagione Reus ha subito due problemi che lo hanno tenuto fuori circa 50 giorni, una contusione alla caviglia ed una brutta tendinite. Oggi Reus ha 31 anni e spera ancora di poter fare grandi cose assieme alla sua unica squadra del cuore, il Borussia, che lo ha sempre aspettato. Il giocatore tedesco non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di andare via neanche quando alla porta ha bussato il Bayern Monaco. E lui stesso spesso ha parlato di amore eterno verso i colori gialloneri, a differenza del suo amico Lewandowski che lasciò a costo zero il Borussia per trasferirsi e vincere tutto in Baviera.

C.R.

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