Quella volta che Jermaine Pennant segnò una tripletta da ubriaco fradicio!

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Un talento incredibile ma spesso fuori controllo soprattutto per un carattere esplosivo. Una carriera che poteva andare ben oltre quello che è stato.

Gli appassionati di calcio inglese, ricorderanno sicuramente il nome di Jermaine Pennant, esterno offensivo considerato tra i più promettenti in assoluto tra la fine degli anni ’90 ed inizio nuovo millennio.
Inserito nella lista dei Don Balon nel 2001 tra i migliori giovani in circolazione, Pennant è stato acquistato per 2 milioni di sterline dall’Arsenal quando aveva ancora 15 anni.
Un anno dopo, quando esordisce in un match ufficiale in Coppa di Lega, è il giocatore più giovane in assoluto ad indossare la maglia dei Gunners, record rimasto tale fino all’esordio di Cesc Fabregas.
Gli eccessi, caratteriali e comportamentali, hanno caratterizzato costantemente la sua vita, impedendone l’esplosione ad alto livello, nonostante una cifra tecnica abbondantemente sopra la media. Non è un mistero, ad esempio, che Pennant amasse i party e l’alcool, fino ad arrivare al punto di mettersi nei guai anche da un punto di vista penale.
Trovato più volte a guidare in stato d’ebbrezza è finito in carcere e, una volta rilasciato, ha dovuto disputare diverse partite con il braccialetto elettronico alla caviglia. Non proprio uno stinco di santo, per usare un eufemismo, come dimostra anche il suo ennesimo episodio fuori dalle righe che stiamo per raccontarvi.

È il 7 maggio 2003 e l’Arsenal deve affrontare il Southampton in Premier League, un campionato che gli uomini di Wenger hanno già perso a causa della sconfitta di 3 giorni prima contro il Leeds, partita in cui Pennant ha fatto una breve apparizione.

È un Arsenal stratosferico, con giocatori del calibro di Parlour, Vieira, Pires, Bergkamp, Ljungberg, Henry e Kanu, solo per citarne alcuni. È una squadra che, proprio in quella partita che si appresta a disputare contro i Saints, aprirà un ciclo di 49 incontri disputati senza conoscere il significato della parola sconfitta.
Jermaine Pennant, all’epoca ventenne, tutto si aspetterebbe meno che partire titolare in quella sfida, avendo davanti giocatori del calibro di quelli appena citati. È talmente sicuro di non giocare che la sera prima partecipa ad un party dei suoi, in cui se ci fosse benzina al posto dei cocktails berrebbe anche quella.

Sono stato fuori la sera prima della partita e ho avuto una notte di quelle importanti perché davvero non avrei mai pensato di giocare, figuriamoci partire dall’inizio. Non ero mai partito titolare nell’Arsenal e non credevo le cose potessero cambiare, almeno fino a quando c’erano Pires, Ljungberg e Parlour in squadra. Ero sicuro di andare in panchina“.

Quando Arsene Wenger gli dice che giocherà dal primo minuto la prima preoccupazione di Pennant è quella di non fare figuracce. Ha la testa che gli scoppia, in pieno hangover, e non sa come dovrà fare per non combinare disastri.
Al 16′ del primo tempo, dopo che l’Arsenal è già passato in vantaggio con Pires, Jermaine Pennant trova incredibilmente la via del gol: un’azione che si sviluppa sulla fascia sinistra con una magia di Kanu, rifinita da Bergkamp che trova van Bronckhorst, il quale dall’interno dell’area serve un assist solo da controllare e spedire in rete.
Potrebbe essere elementare per qualsiasi giocatore della Sunday League, ma se hai bevuto come un drago fino alle 6 del mattino lo è sicuramente un po’ meno. Nonostante ciò, Pennant fa il suo dovere e insacca.

Non potevo crederci, avevo segnato. Il mio unico pensiero però in quel preciso istante è stato “Bene, ora Arsene toglimi dal campo”. Mi sentivo malissimo con la vodka che rimbalzava nello stomaco e si sentiva anche quando respiravo“.

Wenger ovviamente non lo toglie dal campo e nel giro di 10 minuti arrivano altri due gol dell’esterno inglese: una tripletta all’esordio da titolare in 10 minuti. Da ubriaco fradicio.
Tre gol che, ironia della sorte, rimarranno anche gli unici realizzati da Pennant con la maglia dell’Arsenal.
Pennant per cercare di rivitalizzare la propria carriera ha girato tutto il Regno Unito, oltre ad una breve esperienza in Spagna, senza mai riuscire nel suo intento.
Questa è la storia di Jermaine Pennant: vittima dei propri demoni, schiavo dei suoi vizi, imprigionato nel rettangolo verde anche da uomo libero. Tre gol inutili, per certi versi incredibili, che sono la perfetta rappresentazione di ciò che poteva essere e non è stato.

Simone Ruggieri

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