Il piano Messi: studia il percorso contrario dell’amico Ronaldinho

Il brasiliano è arrivato in Europa nel 2001, al PSG. L’argentino invece potrebbe chiudere la sua avventura europea proprio a Parigi. Secondo Canal +, Leo e famiglia starebbero studiando il francese per arrivare pronti dopo il 30 giugno: destinazione PSG. Leonardo ha confermato l’interesse, Paredes: “Lo aspetto”

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Le due strade si sono incrociate in passato ed è stato un vero piacere per gli occhi. Leo Messi e Ronaldinho Gaucho potrebbero avere un’altra cosa in comune oltre all’esperienza in Catalogna con il Barcellona. Amici, tanto amici, al punto da condividere le avventure extra-campo durante il loro trascorso in blaugrana. Dinho presentò Leo a Kobe Bryant, il compianto cestista statunitense, scomparso il 26 gennaio 2020. “Kobe, lui è Messi. Diventerà il più forte di tutti i tempi”. Aveva solo 17 anni e tutto da dimostrare, ma quella parole sorpresero la leggenda del basket americano che per un momento bisbigliò: “Ma sei tu il migliore”. Non per Ronaldinho: “Presto vedrai, sarà Leo Messi”.

Fu Pep Guardiola a separarli nel 2008, quando decise di liberare il tavolo e puntare tutto sull’argentino. Aveva il timore che quell’amicizia così stretta potesse influenzare il futuro di Leo. Dinho negli ultimi sei mesi si divideva tra alcol e serate che portarono a un evidente calo fisico. Aleksandr Hleb, ex calciatore del Barça, ha ammesso di averlo visto ubriaco agli allenamenti, erano gli ultimi mesi di Frank Rijkaard in panchina. Inoltre, Leo e Dinho erano vicini di casa, un motivo in più per avallare la cessione al Milan. C’era solamente il posto per uno, Ronaldinho aveva già illuminato il Camp Nou, Messi era pronto a prendersi il mondo.

Strani incroci, ora il Barça trema

Dinho è sbarcato in Europa nel 2001, al PSG. I francesi lo acquistarono dal Gremio per 5 milioni di euro più un risarcimento di 6,4 milioni che arrivò successivamente al suo trasferimento. Nulla a che vedere con le cifre astronomiche che circolavano prima della pandemia. Due anni sotto la torre Eiffel, prima di approdare in grande stile al Barcellona. Leo potrebbe fare il percorso contrario del suo amico: chiudere la sua avventura europea a Parigi. Secondo Canal +, l’argentino starebbe studiando il francese per non farsi trovare impreparato dopo il 30 giugno.

In questi giorni Leonardo, direttore sportivo dei parigini, ha affermato che giocatori come Messi sono certamente nella sua lista. Esternazioni che hanno irritato e non poco Joan Laporta, ex numero uno e candidato alla presidenza del Barça alla prossime elezioni del 7 marzo. “Il Psg manca di rispetto al Barcellona”. Insomma, più di semplici schermaglie che hanno coinvolto anche il centrocampista Leandro Paredes, il quale alla domanda sul suo futuro ha risposto così: “Resto a Parigi e aspetto Messi. Il PSG sta provando a convincerlo”. A disturbare il sonno dei vertici catalani c’è anche la situazione economico finanziaria del club, con un debito complessivo che supererebbe il miliardo di euro.

Barcellona – Parigi, altro sgarbo?

Messi lavora sulla via di fuga e Leonardo indica la strada di Parigi, pronto a confezionargli un contratto su misura. Leo come l’amico Ronaldinho, ma con un percorso al contrario. Dopo l’affare Neymar è pronto un altro smacco sull’asse Parigi-Barcellona, questa volta senza aiuti esterni degli sponsor. Leo con il contratto in scadenza a giugno 2021, è libero di accasarsi altrove.

Magari agli ordini di un altro argentino come Mauricio Pochettino che a dicembre ha svelato: “Leo è stato vicino all’Espanyol, saremmo potuti diventare compagni di squadra”. Poi la finale del Trofeo Gamper contro la Juve cambiò tutto. Messi si presentò al mondo abbagliando anche Fabio Capello, all’epoca allenatore dei bianconeri, che prese subito informazioni. Adesso Pochettino è a Parigi, quindici anni dopo la storia potrebbe cambiare davvero.

Mario Lorenzo Passiatore

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