Muriel e il paragone con Ronaldo: “Ho imparato a gestirlo. Mi chiamavano ciccione…”

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L’attaccante colombiano ha parlato del paragone con l’ex grande attaccante brasiliano. Spesso ci sono state tante critiche proprio a causa di questo confronto.

Partita rocambolesca quella di ieri sera a Bergamo tra l’Atalanta di Gasperini e il Napoli di Gattuso. I padroni di casa si sono imposti per quattro a due continuando la rincorsa verso un posto in Champions League. La banda di Gasperini ora è al quarto posto anche se la Juventus, impegnata stasera contro il Crotone, dovrà recuperare il match contro il Napoli. Atalanta che ancora una volta ha mostrato qualità importanti in attacco e qualche dormita di troppo in difesa. Per i bergamaschi in gol Zapata ed il solito implacabile Luis Muriel, autore di un gol meraviglioso al termine di una giocata personale in cui ha “scherzato” con la difesa del Napoli.

QUEL PARAGONE CON IL FENOMENO

I numeri di Luis Muriel sono assolutamente incredibili. Il calciatore colombiano ha siglato 14 gol in 21 presenze in campionato, spesso e volentieri è partito dalla panchina ed è stato decisivo. E’ il giocatore con la più alta media gol in Serie A, uno ogni 51′ minuti. Una media pazzesca per un calciatore che a Bergamo sembra davvero aver trovato la piazza giusta per esplodere. Destro, sinistro, non fa differenza, gol d’astuzia, da predatore d’area e in velocità, il colombiano ha deciso di mostrare tutto il proprio potenziale. E i paragoni con Ronaldo il Fenomeno si sprecano in questi mesi. Non uno qualunque. A tal proposito proprio Muriel, durante una diretta Instagram con un suo vecchio amico d’infanzia, ha parlato di questo paragone che se da un lato lusinga, dall’altro ha portato diversi problemi al colombiano.

L’amico ha rivelato che fin da ragazzino Muriel assomigliava tanto a Ronaldo come stile di gioco: “Oggi sei al top, ma noi ti conosciamo da quando eri solo un bambino, in quel periodo non c’erano telefonini o videocamere per vederti, ma noi ti guardavamo e dicevamo ‘Ma questo pelato assomiglia a Ronaldo’. Lo dicevano praticamente tutti. Come si convive con questo soprannome fin da bambino?“.

Muriel sorride ma quel soprannome spesso gli ha portato tanta pressione che non è stato facile gestire: “E’ stato un casino perché mi ha portato un sacco di pressione addosso, ho sempre cercato di vederla come una motivazione, di renderla come una cosa che mi desse carica. Non ho mai pensato o creduto di poter essere come Ronaldo, magari se ci avessi creduto un po’ di più avrei potuto ottenere traguardi migliori, però l’ho sempre presa come una motivazione per continuare a lavorare e migliorare per raggiungere obiettivi importanti. E’ un casino perché si aspettano tanto da te e appena non lo fai arrivano tante critiche. In Italia mi è successo moltissimo. In tutti questi anni, quando ho fatto una bella partita, mi dicevano che sembravo Ronaldo, appena sbagliato qualche match cambiavano idea dicendo che non ero bravo. Altre volta hanno anche detto ‘Ma no, questo è il ciccione che non fa nulla’. Ho dovuto conviverci ma sono migliorato tanto soprattutto nei club minori dove ho giocato in cui ho incontrato persone che mi hanno aiutato a gestire questi momenti“.

Muriel è in Italia dal 2010, prelevato dall’Udinese, che in realtà lo girerà prima al Granada e poi al Lecce. Il debutto in Serie A arriva nel 2011 e il primo anno si conclude con 7 gol e tante giocate da fuoriclasse. L’Udinese lo porta in Friuli dove Muriel riesce a segnare undici gol stagionali il primo anno e otto il secondo. Nel gennaio successivo passa alla Sampdoria e continua a mostrare grandi doti ma anche lunghe pause. In maglia blucerchiata segna 4 gol nei primi sei mesi, poi sette e tredici gol. Il Siviglia decide di investire sul colombiano sborsando 20 milioni di euro, ma anche in Spagna prestazioni altalenanti con 9 gol nella prima stagione e 4 gol nei primi mesi. La Fiorentina decide di riportarlo in Italia in prestito e nei sei mesi a Firenze sigla 9 gol in 23 partite. I viola vorrebbero trattenerlo ma con un blitz l’Atalanta si assicura il colombiano per 15 milioni di euro. Ed è qui che scoppia il talento di Muriel che lo scorso anno arriva a segnare 19 gol in stagione, mentre quest’anno, ad oggi, ha siglato 17 gol. Numeri destinati sicuramente a crescere visto che la vena realizzativa di Muriel sembra inarrestabile. Gasperini gongola perché il gioco dell’Atalanta sembra tagliato su misura per Muriel che segna praticamente sempre. Ma soprattutto può essere letale sia dalla panchina che dal primo minuto. Lo evidenziano i numeri importanti del colombiano che non ha voglia di fermarsi.

Ed il prossimo obiettivo è far male al Real Madrid in Champions League…

C.R.

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