Da Motta a Milito: alla scoperta del super Genoa di Gasperini

Prima di diventare il beniamino dei tifosi dell’Atalanta, Gasperini è ricordato anche per la sua doppia esperienza al Genoa.  Nella prima ha ottenuto una clamorosa qualificazione in Europa League nella stagione 2008 2009

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Da diversi anni Gian Piero Gasperini è il nocchiere della super Atalanta divenuta una big del campionato e una mina vagante in Europa. Proprio per gli straordinari risultati ottenuti in pochi ricordano le sue esperienze precedenti, al di là della brevissima e infelice parentesi all’Inter. Un’altra piazza dove ha lasciato il segno è sicuramente Genova, sponda Grifone. E’ stato alla guida dei Rossoblù per due differenti periodi, conquistandosi il favore degli appassionati per la qualità del calcio espresso e i risultati ottenuti.

Ma la parentesi più fruttuosa è stata quasi sicuramente la prima, nella quale a due anni dalla promozione in A nel 2007, è riuscito ad ottenere una clamorosa qualificazione in Europa League e un quinto posto nella classifica finale, perdendo il quarto posto a favore della Fiorentina in virtù degli scontri diretti. Un risultato ottenuto grazie ad una serie di fattori, ma soprattutto grazie al contributo di due giocatori che l’anno successivo avrebbero fatto un ulteriore salto di qualità, salendo sul tetto d’Europa e del mondo.

Conferme: da capitan Rossi a Juric

Già nella stagione 2007/2008 il Genoa aveva attirato su di sé i riflettori ottenendo un ottimo nono posto. Un risultato ottenuto soprattutto grazie alle tante reti siglate da Marco Borriello, ma anche grazie al contributo dei gregari. Tra tutti si distinse già allora Domenico Criscito, tornato definitivamente dall’esperienza alla Juventus. il giovane terzino già ai tempi garantiva spinta offensiva e un contributo importante sul piano realizzativo. Un altro pilastro si confermò essere capitan Rossi, un giocatore in grado di dire la sua soprattutto contro le big e che al Gasp piaceva molto per la sua poliedricità, grazie alla quale poteva essere schierato sia in difesa che a centrocampo.

Ma il suo pupillo assoluto era un giocatore poco appariscente, che alcuni anni dopo avrebbe avuto come avversario in Serie A: Ivan Juric. Posto come schermo difensivo, il croato garantiva quella sicurezza difensiva in una squadra votata esclusivamente all’attacco, ricoprendo il ruolo che oggi è di De Roon. Tra i nuovi arrivati che diedero fin da subito un grande contributo si ricorda il serbo Jankovic, micidiale sui calci piazzati, un giovane Papastathopoulos, che in seguito avrebbe avuto una ricca carriera internazionale, e il duttile Giandomenico Mesto.

La rinascita di Thiago Motta

Il vero miracolo di Gasperini è stato rilanciare la carriera del centrocampista italo-brasiliano, fino a quel momento ricca di trofei, ma anche di gravi infortuni, al Barcellona. Anche la precedente stagione all’Atletico fu contrassegnata da una serie di problemi fisici: in pochi avrebbero puntato sul centrocampista come punto fermo del nuovo progetto. E invece Motta ha risposto alla grande alla fiducia del mister, divenendo il ragionatore del centrocampo che avrebbe fatto le fortune dell’Inter di Mourinho. Al Genoa ha trovato anche la via della rete numerose volte, tra cui contro la Juventus, dove realizzò una doppietta. Gasperini ha beneficiato dei suoi inserimenti vincenti e della sua intelligenza tattica per costruire un centrocampo vincente.

Milito, un ritorno col botto

In molti ignorano il percorso fatto da Milito prima del 2008: l’argentino ha quasi trenta primavere, ma già da diversi anni ha il vizio del gol, come confermano le esperienze in Argentina e in Spagna, al Real Saragozza. Per il Principe si tratta di un ritorno al Grifone: già tra il 2004 e il 2005 aveva vestito i colori rossoblù, mettendo a segno 34 reti in 62 partite. Il 2008 2009 è la stagione in cui per la prima volta si ritaglia un ruolo da protagonista ad alti livelli: Milito lotta per la classifica cannonieri con Ibrahimovic e Di Vaio, chiudendo la stagione con ben 24 gol. Si rende protagonista soprattutto nei due derby, decidendo l’1-0 dell’andata e siglando una memorabile tripletta al ritorno, vinto 3-1. Si instaura un legame particolare con i tifosi, che non lo avevano dimenticato dai tempi in cui trascinava il Grifone in B. Milito si mette in mostra per quello che è: attaccante spietato sotto-porta, glaciale dagli undici metri e dall’insospettabile visione di gioco. Nonostante una doppietta nella partita finale con il Lecce, non è riuscito a regalare al suo amato Genoa la qualificazione in Champions.

Non è un caso che Milito e Thiago Motta sarebbero diventati i tasselli fondamentali dell’Inter di Mourinho. Se hanno contribuito a scrivere un’importante pagina di storia del calcio italiano lo devono soprattutto a Gasperini, che li ha rilanciati e che avrebbe sicuramente avuto bisogno di loro l’anno dopo, in Europa League, dove non riuscì a lasciare il segno. Il Genoa nell’annata 2009/2010 fece comunque la sua modesta figura, chiudendo all’undicesimo posto in campionato. Gasp avrebbe ritrovato i suoi due beniamini all’Inter nel 2011, ma in quella circostanza non fu un’esperienza fortunata.

Lorenzo Di Lauro

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