Makaay, il Super Depor e l’inferno del Riazor!

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Nel giorno del compleanno del bomber olandese riviviamo le vittorie del Super Depor del tecnico Irureta.

Luis Suarez è l’arma in più dell’Atletico Madrid di Simeone che guida la Liga. Nell’ultima giornata di campionato i Colchoneros hanno pareggiato uno a uno contro il Real Madrid, in gol, ancora una volta, l’uruguagio ex Barcellona. Da sempre soprannominato “Il Pistolero”. In Italia, forse con troppa superficialità, questo nomignolo era stato consegnato al polacco Piatek che a Genova, sponda rossoblu, aveva iniziato a segnare con tanta regolarità. Nel Milan si è un po’ perso fino ad emigrare in Germania. Ma prima di Suarez, in Europa e nel Mondo, il Pistolero era solo ed esclusivamente uno: Roy Makaay.

Siamo ad Arnhem, in Olanda, questo giovane attaccante olandese, all’epoca 18enne, inizia a farsi largo nel Vitesse. In quattro anni in maglia giallo-nero sigla 45 gol in 114 partite. Numeri che lo mettono in evidenza e lo portano ad essere ricercato da club europei. Makaay viene corteggiato dal Tenerife e si trasferisce in Spagna dove in due stagioni sigla 21 reti. L’ultima stagione però porterà alla retrocessione della formazione iberica, ma il destino dell’olandese lo porta restare in Liga, nel Deportivo La Coruna. Ed è qui che cambia completamente la vita calcistica del Pistolero. Ed anche del club galiziano. Il primo anno è subito boom: la formazione allenata da Javier Irureta, che dal 4-3-3 iniziale inizia a schierare tre trequartisti dietro Makaay, sorprende davvero tutti vincendo clamorosamente la Liga. Grazie e soprattutto alle 22 reti dell’olandese che dimostra un feeling con il gol incredibile. Dietro a Makaay si muovono giocatori molto tecnici come Fran, Victor e Djalminha. Soprattutto il brasiliano riesce a capire perfettamente il suo compagno di reparto e spesso diventa l’assistman principale per aiutare il Pistolero a sparare nelle porte avversarie. Nella seconda stagione il Deportivo deve però lasciare il passo al Real Madrid ma la formazione galiziana dimostra comunque una certa solidità e voglia di giocare a calcio con tanto estro e fantasia. Makaay, nonostante i tanti problemi fisici, termina la stagione siglando 17 reti in 35 presenze. Al terzo anno Makaay riesce a riprendersi fisicamente e in 41 presenze segna 14 gol. Nell’ultima stagione con il Deportivo, Makaay vince il titolo di Pichichi in Spagna con 29 gol, più 9 in Champions League, tre in meno del capocannoniere Van Nistelrooy, connazionale. Makaay riuscirà a vincere la Scarpa d’Oro.

Il Riazor, il famoso stadio del Deportivo La Coruna, inizia ad essere un vero e proprio fortino. Dopo la vittoria della Liga, lo stadio galiziano diventa un vero e proprio incubo europeo per tanti club. Nella stagione dell’addio di Makaay, che vola a Monaco di Baviera per firmare con il Bayern, il Deportivo inizia a far paura in Europa. Ne sanno qualcosa Juventus, eliminata negli ottavi di finale e il Milan, che nei quarti, all’andata, riesce a vincere quattro a uno. Il problema è che al ritorno sono apparsi i fantasmi del Riazor per i rossoneri. Lo stesso Andrea Pirlo, oggi tecnico della Juventus ma in quel match centrocampista rossonero, ricorda la gara di ritorno in Spagna nella sua autobiografia.

I giocatori del Deportivo erano assatanati, galoppavano verso un traguardo che solo loro intuivano. Quando l’arbitro fischiò la fine del primo tempo schizzarono nello spogliatoio con l’andatura di Bolt, non riuscivano a fermarsi nemmeno per tirare il fiato, erano schegge impazzite. Io non sono in possesso di prove per cui la mia non è un’accusa, ma semplicemente un pensiero cattivo che mi sono concesso, la prima e unica volta in cui nella mia carriera mi è venuto il dubbio che qualcuno potesse essersi dopato“.

Un passo che non è piaciuto per niente ad alcuni ex giocatori del Super Depor che hanno voluto rispondere a dovere a Pirlo. Sia Fran che Pandiani, non hanno preso bene le parole dell’ex giocatore rossonero: “Si ricorda di dire queste cose dopo dieci anni, non voglio perdere tempo a rispondere a queste accuse”. Il grande cammino del Depor venne interrotto dal sorprendente Porto di Mourinho che quell’anno vinse la Champions League.

Makaay in quel periodo inizia a segnare i primi gol con la maglia del Bayern Monaco. Trentuno gol nella prima stagione, nella seconda e terza riesce a vincere il campionato tedesco grazie a 53 reti. Nella quarta e ultima stagione sigla 18 gol e finisce la sua esperienza in Baviera con 102 gol in 178 partite. Il Pistolero finirà la sua carriera in patria, al Feyenoord, gli ultimi 50 gol per terminare con 314 reti in 636 presenze.

Oggi Roy festeggia 46 anni, tanti auguri Pistolero!

C.R.

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