Ma Mingyu, il cinese acquistato per errore da Gaucci

La storia del centrocampista cinese che approdò alla corte di Serse Cosmi nel 2000. Ci fu uno scambio di persona, gli osservatori avevano scelto un altro giocatore e in Umbria si accorsero di aver fatto l’acquisto sbagliato. “Mister, c’è un errore”

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Il Perugia di Gaucci era una multinazionale del pallone. Nei primi anni 2000 l’Umbria era il posto migliore per giocare in serie A. Scommesse, mosse di marketing e acquisti dell’altro mondo. Se stranieri, meglio. Luciano e Alessandro, padre e figlio, con quella innata passione di scoprire nuovi talenti da lanciare nel nostro campionato e magari fare plusvalenze. Le cose non sono sempre andate secondo i piani, talvolta era un buon modo per entrare in nuovi mercati e costruire nuovi modelli di business, altre volte no. Già, perché Al-Saadi Gheddafi, figlio del colonello, con il pallone c’entrava relativamente poco. Ma fu una mossa mediatica: Perugia finì su tutti i giornali. Una solo presenza con la maglia del Grifo. Con chi? Contro la Juve. Se dobbiamo fare rumore, facciamolo bene.

Scommettere vuol dire anche rischiare, ed ecco i primi iraniani della storia della serie A: Ali Samereh e Rahman Rezaei. Decisamente meglio il secondo che è rimasto due anni in Umbria e poi ha giocato in A con le maglie di Messina e Livorno. In prima linea chiaramente Ahn Jung Hwan, o semplicemente Ahn, il sudcoreano che ha “estromesso” la nostra nazionale dal mondiale nippo-coreano. Poi silurato dal presidente Gaucci che decise di mandarlo via per il gol che costò l’eliminazione agli azzurri. Ahn, dopo la carriera da calciatore si è reinventato come conduttore televisivo. La storia più lineare resta quella di Hidetoshi Nakata, il giapponese silenzioso si rivelò l’acquisto più azzeccato della gestione Gaucci. A Perugia sono riusciti a fare plusvalenza vendendolo per 30 miliardi di lire alla Roma.

“Mister, abbiamo acquistato il giocatore sbagliato”

Alla voce storie stravaganti inseriamo quella di Ma Mingyu, il primo calciatore cinese della Serie A. Un grande equivoco che ci ha svelato Serse Cosmi in una nostra intervista qualche mese fa. Ma Mingyu arrivò in Italia nel 2000: prestito di un miliardo, con riscatto fissato a quattro. In serie A non debuttò mai, un’amichevole e uno spezzone in coppa Italia. Dimostrava più anni dell’età dichiarata e i compagni di squadra lo ribattezzarono “Nonno”. Ma la vera scoperta è che Ma Mingyu arrivò a Perugia veramente per caso, perché i dirigenti pensavano di aver acquistato un altro giocatore, ci fu un vero e proprio scambio di persona.

“Quando andarono a vederlo i nostri osservatori, lui aveva il numero quattro ed era un nazionale. Su Ma ci fu un errore. In realtà il giocatore visionato fu Li Tie che poi andò in Premier. Appena arrivò a Perugia noi eravamo convinti che Ma fosse Li Tie”. Dunque, i dirigenti avevano apprezzato le qualità di Li Tie ed erano convinti di averlo portato a casa. Succedeva anche questo, di sbagliare persona, far confusione con i nomi e ritrovarsi un altro giocatore. “Facemmo l’amichevole a Grosseto e lì mi vennero un po’ di dubbi. Giocatore discreto ma non quello che avevo visto. Alessandro Gaucci se ne accorse e mi disse sorridendo: ‘Mister devo dirtelo, abbiamo sbagliato’. Sì, sbagliammo proprio giocatore.”

Il cinese “sbagliato” restò per tutta la stagione senza mai vedere il campo. Più che un errore di valutazione, fu un vero e proprio scambio di persona con tanto di ammissione da parte dei protagonisti della vicenda. Ma Mingyu tornò in patria l’anno seguente e partecipò ai mondiali del 2002 da capitano della nazionale cinese. Che storie, la vecchia cara serie A.

Mario Lorenzo Passiatore

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