Lewandowski: “Baggio il mio idolo. Vedevo Del Piero alla Juventus…”

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Il bomber polacco si racconta sulle pagine di Tuttosport e rivela la sua passione per Roberto Baggio, suo grande idolo d’infanzia. Elogia anche per l’ex attaccante e capitano della Juventus.

L’anno scorso France Football decise di non assegnare il consueto Pallone d’Oro a causa della pandemia che aveva colpito il Mondo e di conseguenza aveva bloccato alcuni campionati. Altrimenti il vincitore era già scritto, ovvero Robert Lewandowski, bomber polacco del Bayern Monaco che con la maglia bavarese vinse praticamente tutto. Per non parlare dei record personali con 55 gol in 47 partite, una media assurda e incredibile per un giocatore che anno dopo anno ha mostrato doti da goleador da super campione. E anche quest’anno sono 46 gol in 38 presenze, che al momento valgono al polacco il primo posto nella Scarpa d’Oro. Difficilmente qualcuno potrà scippare questo trofeo a Lewandowski che ha appena vinto l’ennesimo campionato con il Bayern Monaco e non ha alcuna intenzione di andare via. A confermarlo il diretto interessato dalle colonne di Tuttosport.

Ho un contratto con il Bayern Monaco e sto bene, non ho nessuna voglia di andare via. La Serie A? Sicuramente è un campionato più tattico e difensivo. Ma è difficile segnare tanto in Italia quanto in Germania, Spagna o Inghilterra. Sarei orgoglioso di vincere la Scarpa d’Oro perché è più difficile vincerlo giocando in Bundesliga visto che giochi quattro partite di meno e in quattro match puoi segnare tanti gol”.

La Serie A ed in particolare l’Italia, sono però nel destino di Lewandowski. In passato è stato ad un passo dal Genoa, l’affare però non si è mai concretizzato. Ma per il polacco la Serie A significa tornare indietro nel tempo ripensando al suo grande idolo.

“Roby Baggio è stato il mio primo idolo. Lo vedevo giocare con l’Italia e mi faceva impazzire tutto di lui: la tecnica, i dribbling, i gol e anche il codino. Del Piero, invece, lo ricordo con la Juventus. Alcune squadre le conosco bene perché le ho affrontate in Champions”.

Il Divin Codino idolo del bomber polacco, d’altronde la grandezza di Baggio non ha confini ed un giovanissimo Lewandowski guardava al numero 10 azzurro e sognava di diventare un calciatore. Un grande campione. In Italia l’ex centravanti del Borussia Dortmund ha diversi amici, tra questi in particolare il portiere della Juventus Szczesny compagno di squadra in Nazionale.

Per Szczesny mi dispiace: è un compagno di Nazionale e un amico. Però l’Inter ha meritato di vincere, si è dimostrata una grande squadra. Conquistare nove campionati di fila, come Juventus e Bayern, è qualcosa di straordinario. Questo è stato un anno con tante situazioni complicate a causa del Covid, ma in generale rivincere è ogni anno più difficile. L’ultimo titolo è sempre più duro di quello precedente. Rummenigge? Parliamo di una persona splendida. Mi confronto molto con lui, è un sostegno prezioso. Oltre che un manager, è un uomo di calcio: capisce tanto di pallone e soprattutto comprende alla perfezione quello che pensiamo noi giocatori dentro e fuori dal campo perché tante situazioni le ha già vissute in prima persona. Mi dispiace che a dicembre lascerà il club, ma dobbiamo accettare la scelta. Mi mancherà la sua visione delle cose“.

Lewandowski che a Tuttosport ha voluto anche commentare l’approdo di José Mourinho alla Roma nella prossima stagione. Una scelta che ha sorpreso anche il bomber polacco.

“Sorpreso? Un po’ sì, nel senso che non me lo sarei aspettato. Però la Roma è una bella squadra e poi parliamo di una città famosa nel mondo per la sua storia infinita”.

Il futuro del Bayern Monaco vedrà il giovane Nagelsmann nuovo allenatore al posto di Flick che ha deciso di lasciare il club bavarese. Per l’ex tecnico del Bayern potrebbero aprirsi le porte della Nazionale visto che Low lascerà dopo gli Europei. A proposito del nuovo tecnico, Lewandowski ha le idee molto chiare.

Si aprirà un nuovo ciclo, ma quello che ha fatto Flick resterà nella storia. Proveremo a vincere tutto anche con Nagelsmann e per me cambierà poco: io devo segnare a prescindere dall’allenatore che c’è in panchina“.

E’ il suo lavoro e lo fa benissimo.

Claudio Ruggieri

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