L’emozionante lettera di un amico d’infanzia di Andrea Fortunato!

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Una lettera emozionante per ricordare il giovane talento della Juventus scomparso prematuramente a causa di una brutta leucemia. Riceviamo e pubblichiamo.

Il 25 aprile non è mai un giorno come tutti gli altri per gli amanti del calcio. Ed in questo caso non c’è tifo che tenga, perché la storia di Andrea Fortunato, ex giocatore di Genoa, Juventus e della Nazionale italiana, ha colpito un po’ tutti. Lo stesso giorno del 1995, Andrea Fortunato morì a causa di una rara forma di leucemia. Aveva 23 anni, era titolare della Juventus e aveva esordito in Nazionale. Un futuro radioso aspettava quel ragazzo nato a Salerno ed invece il destino ha deciso di interrompere tutto troppo presto. Lo scorso anno abbiamo ricevuto una lettera molto toccante da parte di un amico d’infanzia di Andrea Fortunato e abbiamo voluto condividerla con voi.

La passione per il calcio nasce perché ti capita di essere del 1972 e a 10 hai due amici coetanei, con i quali condividi le prime partite, se poi quelle partite erano quelle dell’Italia Mundial, allora immaginate quell’estate cosa poteva succedere ogni Mattina pomeriggio sera, mettendo insieme tre ragazzini e un pallone.
E’ da allora che il sottoscritto si è innamorato del FOOTBALL. Di quei tre ragazzini, oggi due sono Uomini, l’altro, quello tecnicamente più dotato da 25 anni E’ USCITO DAL CAMPO per diventare un Angelo.
Andrea Fortunato ci ha lasciati alle 20 del 25 aprile del 1995, nell’ospedale di Perugia, per una BRONCOPOLMONITE INTERSTIZIALE. Complicanza dell’ immunodepressione indotta dai Farmaci, che erano serviti per subire i Trapianti di Midollo Osseo, e che gli avevano permesso di Superare la Leucemia … Però purtroppo il suo corpo indebolito e indifeso, non riuscì a superare la broncopolmonite.
La Sua Carriera inizia a Como, da qui al Genoa, prestito e 25 presenze in B col Pisa, il ritorno a Genoa e il Goal al Milan nell’ultima Giornata, del Sogno Coronato di Vestire la Maglia della SUA Juve, del Debutto in Estonia in Nazionale il 22 Settembre del 1993,e del suo ultimo Goal alla Lazio il 12/12/93, ma tutte queste cose le troverete ovunque basta scrivere su Google “Andrea Fortunato”.
Quello che non troverete è che …
Andrea aveva iniziato a giocare a Pallone molto presto, si vedeva da lontano già a 10 anni che aveva qualcosa in più, cosa non ve lo so dire, ma se uno a Dieci anni Tira di Sinistro e Destro, se corre e non si stanca mai, e quando gioca, anche con chi è più grande, sia anagraficamente che fisicamente, fa la differenza, vuol dire che qualcosa in più la ha per forza … Andrea aveva una voglia di arrivare li dove è arrivato, che era talmente grande da onorare un impegno preso cn i Genitori, i quali, per mandarlo a Como, pretesero Voti alti ogni anno fino alla Maturità, altrimenti il Sogno si sarebbe interrotto, ma per Lui questo non rappresentava un problema, per noi era una botta vederlo partire a metà dell’estate, quando per noi arrivava il bello, ma lui era contento e Noi insieme a Lui. Non dimenticherò mai Luglio 1989, il primo anno da Pro, la partenza per il Ritiro, era stato pochi giorni in vacanza, lo accompagnammo al pullman che da Castellabate lo avrebbe portato a Salerno e poi in Ritiro con Como, nell’abbracciami e salutarmi mi regalò la sua Foto con la Maglia del Como, al che gli dissi: “Strunz!!! Ma che fai non me la firmi ?!?”.Quello è stato l’unico autografo che mi ha firmato, e lo custodisco gelosamente, anche se le cose più belle di Andrea le conservo nel Mio Cuore da oltre 25 anni. Così come ricordo le ultime parole che ci siamo detti al telefono 2/3 giorni prima che lasciasse il campo: “Rerretta (era cosi che negli anni aveva storpiato il mio soprannome che da Chicco era diventato Rerretta, non chiedetemi come), tranquillo ci aspettano altre partite”. Purtroppo quelle partite non le abbiamo mai potute fare. Nella sua ultima intervista parla come la malattia gli abbia insegnato ad apprezzare anche le cose più semplici come una camminata, io invece mi auguro solo che ovunque Lui sia ci sia un campo di pallone e due amici che gli permettano di continuare a fare la cosa che amava di più giocare a calcio

Qui le sua ultima intervista rilasciata a Repubblica e che sarebbe dovuta essere pubblicata a guarigione avvenuta, ma purtroppo sappiamo tutti come è andata.

Di Tremendo, a parte i periodi di grande crisi fisica, ci sono stati solo i primissimi momenti: dopo ho combattuto. Invece all’inizio è diverso: il giorno prima eri tra i sani, il giorno dopo passi tra i quasi Incurabili. Non si puó dire cosa si prova. Ti senti perduto e nello stesso tempo diventi Curioso, è una sensazione strana. Vuoi sapere ogni cosa della tua Malattia, ti interroghi sui sintomi, sulle cause, sulle possibili conseguenze. Sai che nn ti diranno tutto, provi a indovinare le bugie ma poi fingi di crederci, ti convinci che è meglio altrimenti impazzisci. Il momento che ricordo con più intensità di questi mesi è l’uscita dall’Ospedale a Perugia, dopo il secondo trapianto. Non mi pareva vero. Vedevo diverse tutte le cose, mi parevano straordinarie, anche le più insignificanti. Non immaginavo quanto può essere meravigliosa anche una semplice camminata.

Ciao Bro sono 25 anni e non passa … #BTTF”.

Vincenzo “Chicco” Forte

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