L’accusa di Seedorf: “Gli allenatori di colore non hanno le stesse opportunità. Barella? Bravo ma…”

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L’ex centrocampista di Inter e Milan ha parlato del derby di oggi ma anche della situazione razzismo in Europa.

Una domenica di grandi emozioni per la Serie A visto che alle ore 15 allo stadio San Siro si giocherà il grande derby di Milano tra l’Inter prima in classifica e il Milan secondo staccato di un solo punto. Conte e Pioli sono pronti a sfidarsi per la terza volta in stagione: in campionato, all’andata, trionfò il tecnico rossonero imponendosi due a uno, stesso risultato nel match dei quarti di Coppa Italia per i nerazzurri. Il match di oggi vale sicuramente tanto visto che potrebbe dare uno slancio emotivo importante alla squadra che porterà a casa i tre punti.

Clima derby anche per Clarence Seedorf, ex giocatore di Inter e Milan nonché ex allenatore rossonero, che alla Gazzetta dello Sport ha parlato a 360° gradi del derby e non solo. Parlando della stracittadina, l’olandese non ha voluto sbilanciarsi.

Essere primi è sempre meglio: sbagli e sei comunque lì, se sei secondo non puoi più sbagliare. Ma hanno talmente fiducia entrambe che oggi non cambia tanto: sono ancora molto vicine. Il Milan deve credere nello Scudetto perché parliamo di una società che deve sempre credere nella vittoria del campionato e poi basta guarda in Spagna dove l’Atletico sta facendo bene ed è primo o in Inghilterra dove il Leicester è protagonista di una grande stagione. Perché il Milan non dovrebbe essere ambizioso? L’Inter ha più continuità sicuramente ma una grande squadra deve riuscire in stagione ad essere presente in tutte le competizioni. E’ vero che giochi ogni tre giorni ma mentalmente sei sempre pronto“.

Inter-Milan vuol dire anche Lukaku contro Ibrahimovic che si ritrovano dopo il “duello” in Coppa Italia che ha portato tante polemiche ed anche un’inchiesta Federale. A tal proposito Seedorf ha voluto mandare un messaggio ai due giocatori.

Sono dei giganti del calcio, spero abbiano recepito il messaggio e abbiano riflettuto. Devono promuovere il calcio nel migliore dei modi. Io non credo che Inter e Milan dipendano totalmente da questi due fuoriclasse. E’ chiaro che molto dipende dalle qualità personali dei giocatori, però vedo due squadre con un gioco consolidato e si è visto anche senza di loro. Ibra e Lukaku sono il ritocco che rende migliori Milan e Inter“.

Centrocampista intelligente, dotato tecnicamente, Seedorf ha analizzato alcuni giocatori che oggi fanno sicuramente bene in quel ruolo. Da Barella, considerato da molti come uno dei più forti nel suo ruolo in Europa, al ritrovato Eriksen. Mentre il Milan ancora aspetta il vero Tonali.

Barella è fra quelli più in forma: per dire migliore va visto il rendimento di tutto un anno, se non di anni. Per Tonali forse le due cose hanno finito per coincidere: è molto giovane, gli serve tempo anche per trovare un proprio equilibrio. Eriksen? Essere flessibile è necessario per un allenatore esperto come Conte, in una squadra importante come l’Inter. Di Eriksen avevo detto mesi fa che serviva pazienza: a tanti giocatori importanti è stato necessario avere tempo. Certo, poter decidere di volta in volta se utilizzare uno così è un bel problema: di lusso“.

Con il Milan una lunga storia d’amore come giocatore che ha coinciso con i trionfi in Italia ed in Europa. Da allenatore invece una piccola parentesi da gennaio 2014 fino al termine della stagione. Prese il posto di Allegri ma non riuscì a centrare il discorso Europa League per questo venne esonerato: al suo posto arrivò Pippo Inzaghi. Seedorf ha un grande rimpianto relativo al suo percorso da allenatore nel Milan.

Sbagliai ad accettare l’incarico immediatamente, dovevo aspettare giugno per cominciare dall’inizio la stagione. Dopo non mi fu data la possibilità di proseguire nel percorso. Da lì in poi ho avuto pochissime offerte in Italia, in Olanda e in Europa. Tutti sappiamo il perché. Quante persone di colore occupano i posti di maggior potere qui? Ho giocato 12 anni in Italia: dopo il Milan, pur avendo fatto un ottimo lavoro, zero chiamate. L’Olanda è il mio Paese: zero chiamate. Quali sono i criteri di scelta? Perché grandi campioni non hanno chance in Europa dove hanno scritto pagine di storia del calcio? Perché Vieira deve andare a New York, Henry in Canada? Per gli allenatori non ci sono pari opportunità: se guardiamo i numeri, non ci sono persone di colore nelle posizioni di maggior potere nel calcio. Ma è un discorso generale, riguarda l’intera società: tutti, in particolare chi può cambiare le cose, devono sentire la responsabilità di creare un mondo meritocratico, di tenere aperte tutte le porte se si ambisce all’eccellenza. Perché i migliori risultati possono venire proprio dalla diversità”.

L’intervista si conclude con l’ultimo consiglio di Seedorf alle due formazioni che questo pomeriggio scenderanno in campo per la stracittadina milanese.

Magari decide un episodio, ma i derby si vincono mantenendo l’equilibrio emozionale, con il coraggio e la personalità che servono per imporre il proprio gioco e la propria strategia. E godendosi una partita così, essendo felici di giocarla“.

C.R.

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