Jason Mayélé, l’attaccante “ritardatario” che andò via per sempre

Il personaggio del giorno è l’ex giocatore del Chievo che oggi (4 gennaio) avrebbe compiuto 45 anni. Scomparso in seguito a un incidente stradale: lo aspettavano al funerale del padre di Corini, purtroppo in chiesa non arrivò mai

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“Tranquilli arriva, è sempre in ritardo”. Al Chievo lo sapevano e non si preoccupavano più, erano comunque infastiditi da quel vizietto di non rispettare quasi mai gli orari. 26 anni, congolese, veloce come una freccia in campo e spesso anche in auto. E’ il ritratto di un personaggio allegro, esuberante e carico di vita. Mayélé arrivò in Italia grazie una intuizione di Massimo Cellino nella stagione 1999-2000. Nello stesso anno prelevò anche David Suazo. L’honduregno che fece breccia nel cuore del popolo sardo. Mayélé e Suazo, due fulmini in allenamento, serviva il motorino per fermarli.

Eppure Jason la porta non la vedeva mai, appena un gol in due stagione a Cagliari. Nel 2001 passa al Chievo di Gigi Del Neri. Sì, era il Chievo dei miracoli alla sua primissima stagione in serie A. Corradi e Marazzina, Eriberto, Perrotta, Corini e Manfredini. E così via. Una bella filastrocca che incartò tante squadre in quella stagione. La favola veneta aveva le sue frecce da giocarsi a gara in corso. Jason era una di quelle. L’uomo dei secondi tempi che doveva cambiare ritmo al 4-4-2 di Del Neri. L’esterno offensivo pronto a dare la scossa e aggredire gli avversari dopo oltre un’ora di partita.

Sabato 2 marzo 2002 è un giorno triste, il Chievo è pronto a dare l’ultimo saluto a Carlo Corini, padre di Eugenio, scomparso qualche giorno prima. Alle 9 arriva la squadra che si stringe intorno al suo uomo simbolo. Ci sono tutti, forse no. Un’occhiata fugace e i conti non tornano. Manca il solito ragazzone simpatico, abituato a presentarsi sempre in ritardo agli appuntamenti di gruppo. Questa volta però qualcuno storce il naso, dovevano esserci tutti per rispetto di un compagno di squadra.

Dov’è Jason? Manca Mayélé. Il solito ritardatario, questa volta l’ha fatta grossa. Dopo pochi minuti arriva una chiamata: si parla in maniera piuttosto confusa di un incidente, è un ragazzo con la divisa del Chievo. Il gelo, può essere Mayélé. Sì, è un ragazzo di colore. Il presidente Luca Campedelli insieme al team manager Marco Pacione si dirigono in ospedale. Il ragazzo con la tuta del Chievo è morto. E’ il riconoscimento più tragico della loro vita: si tratta purtroppo di Jason Mayélé. Coinvolto in un frontale alle porte di Verona, a perdere la vita è anche la donna che guidava l’altra vettura. Una tragedia.

Eppure quella volta Jason, era in orario. L’impatto avvenne alle 8.30, lo aspettavano alle 9 a Verona, ma al funerale del padre di Corini non arrivò mai. Niente ritardo, nessuna multa, Mayélé se ne andò via per sempre.

Mario Lorenzo Passiatore                             

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