Riccardo Mancini: “City resta favorito in Premier. Lampard? Non l’avrei esonerato” – [ESCLUSIVA]

Abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei telecronisti di punta di DAZN. La Premier League e un focus accurato su tutte le big del campionato inglese. “Il City ha trovato equilibrio, al Liverpool manca tanto Van Dijk, il vero leader carismatico della squadra. Su Lampard avrei aspettato”

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E’ la Premier uno dei campionati più appassionanti e combattuti d’Europa. Dal City capolista all’Everton ci sono sette squadre raccolte in dieci punti. Pep Guardiola si è rimesso davanti tutti e proverà a riprendersi il titolo. A gennaio ha faticato e non poco il Liverpool di Klopp che è tornato a pedalare grazie all’ultimo successo sul Tottenham di Mourinho. Quindi l’Arsenal di Arteta che pare abbia archiviato la crisi di inizio stagione. E il nuovo Chelsea di Thomas Tuchel che ha preso il posto di Frank Lampard, messo alla porta da Roman Abramovich dopo un rendimento altalenante in campionato. Ne abbiamo parlato con Riccardo Mancini, telecronista e voce di punta di Dazn. Esperto appassionato del calcio d’Oltremanica.

Campionato equilibrato, con il City che è tornato in testa alla classifica. Qual è la tua favorita per il titolo?

“Il City resta la favorita perché è la più forte e la più completa. Lo penso da un po’ di tempo. Ci sono state diverse critiche a Guardiola, invece dalla vittoria con l’Arsenal in Coppa di Lega, il City si è ripreso e adesso rischia di fare 5 gol a partita. Poi ha trovato il giusto equilibrio in difesa con Ruben Dias. E’ la più continua in un momento in cui nessuna riesce ad esserlo”.

Prima della vittoria con il Tottenham, il Liverpool ha vissuto un mese complicato, addirittura quattro partite senza segnare in Premier. Che succede?

“Succede che non ha più un gioco fluido, succede che gli avversari probabilmente hanno preso le contromisure. E’ diventata una squadra più prevedibile e sta soffrendo le assenze in difesa, Van Dijk su tutti. Dietro manca il loro leader tecnico e carismatico, Virgil  è uno che ti sa guidare e trascina spesso la squadra. Alexander-Arnold, gol a parte nell’ultima gara, in termini di rendimento non è quello della passata stagione. Insomma una serie di fattori che hanno rallentato la corsa dei Reds”.

L’Arsenal è guarita? Cosa non ha funzionato a inizio stagione?

“Su Arteta ho sempre creduto che potesse essere l’uomo giusto per l’Arsenal. Lo credevano anche a Londra. Ha passato un momento di crisi, ma chi non l’ha passato. In Premier l’assenza del pubblico si sente ancora di più, sembra quasi che le squadre non riescano ad essere concentrate al 100%. L’’Arsenal è entrata in una crisi nera, ma Arteta credo abbia il carattere e la leadership di tirarla su dalle problematiche. Come sta facendo, tra l’altro. Non hanno pagato alcune scelte di mercato, penso a Willian, ma anche Pépé in termini di rendimento non ha reso secondo le aspettative. L’attacco non ha aiutato, l’Arsenal si è spessa appoggiata a Aubameyang in passato e in più la tenuta difensiva non è stata all’altezza.”

Tra le big manca sicuramente il Chelsea. Ti aspettavi l’esonero di Frank Lampard?

“Secondo me Lampard meritava fiducia. Abramovich ha spesso avuto un atteggiamento Italian Style. Dove non si aspetta mai e si giudica al primo errore. E’ vero che hanno speso una montagna di soldi, ma è pur vero che bisogna lasciare il tempo di assemblare questi grandi giocatori, non li chiamerei ancora campioni. Prima di giudicare Lampard aspetterei, è stato lui a dare una scossa un anno fa e a riportare il Chelsea più o meno in alto. Dunque, avrei aspettato”.

Due giovani che ti hanno impressionato e due che consiglieresti alle squadre italiane.

“Se dico Foden e Greenwood sarei troppo scontato e soprattutto non sarebbero raggiungibili da squadre italiane. City e United stanno lavorando molto bene su di loro e ovviamente non se li lasceranno scappare. Per cui dico: Niels Nkounkou, è un 2000, terzino sinistro dell’Everton. Per me è fortissimo, è arrivato dal Marsiglia quest’anno. E’ un treno, se lavora nel modo giusto può arrivare in alto. Ha fisico, piede e gamba, tutto per diventare grande. L’altro è un po’ meno giovane, Caglar Soyuncu (24 anni), difensore del Leicester. Lo apprezzavo già in Germania, ecco lui può essere un profilo da campionato italiano a un prezzo low cost. Anche se in Inghilterra i giocatori se li fanno pagare sempre”.

Mario Lorenzo Passiatore

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