Cassano: “Con Spalletti ho litigato il 1° giorno. Capello cacciò il dottore per colpa mia”

Fantantonio ha confessato una parte delle sue bravate alla Bobo TV su Twitch. Sono molteplici gli scherzi organizzati durante la sua permanenza nella capitale. Uno gli costò 500 mila euro di multa per aver fatto sparire la macchina di Galbiati, il secondo di Capello. “Gli ho rubato le chiavi e l’ho spostata su un ponticello”

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Quattro anni e mezzo a Roma valgono una vita se vissuti con la testa sulle spalle e il talento immenso alla Cassano. E’ mancata la prima componente, decisamente la più importante nella vita di un calciatore. Quel genio sorretto da un ego smisurato che di fronte all’offerta monstre della Roma di 60 miliardi non ci ha pensato un momento. Nonostante ci fosse anche la Juve sul talento di Bari Vecchia, ha ringraziato sì, ma non ha esitato: “Mi spiace, voglio giocare con Totti”.

Proprio il capitano giallorosso l’ha preso sotto la sua ala protettiva, coccolandolo al punto tale da ospitarlo a casa sua i primi mesi. E’ arrivato nella capitale a 19 anni, se ne è andato a 23, prendendo la strada di Madrid nel gennaio del 2006. Abbiamo apprezzato quel suo modo sfrontato di dare del tu al pallone, quel feeling naturale con Totti che è cresciuto giorno dopo giorno, manco fossero compagni da un vita. L’uno leggeva l’azione, l’altro ne anticipava le mosse e i tempi di gioco.

Ma Cassano purtroppo è stato tanto altro. Un personaggio che non ha mai amato le regole e che ha spesso avuto atteggiamenti sopra le righe, come se tutto gli fosse dovuto e ovviamente perdonato. Ha ammesso nell’ultima puntata alla Bobo TV su Twitch di aver esagerato nel corso della sua permanenza nella capitale. Con Spalletti il rapporto è stato subito in salita, sin dal primo giorno. Anzi, dopo pochi minuti dal suo arrivo. Insomma, non proprio un grande battesimo. Ha poi confessato di aver ricucito il rapporto con il tecnico toscano.

“Il primo screzio con Spalletti l’ho avuto il primo giorno di ritiro in Austria. Eravamo abituati a lavorare in palestra con la musica ad alto volume. Spalletti arriva e spegne. Totti e Montella mi guardano e mi lanciano una sfida: ‘Non hai le palle di andare lì e alzare il volume’. Vado dal mister e gli dico: ‘Non hai capito, non stai allenando le pippe dell’Udinese. Qui comando io’. Mi ha messo fuori rosa al primo giorno. Alla prima amichevole, mi ha tolto la fascia di vicecapitano assegnandola a Panucci e Montella. Non c’ho visto più, ho preso il pulmino della squadra e sono andato via. Sì, sono andato in albergo”.

Cassano non ha risparmiato nessuno, neppure Fabio Capello. In una delle sue bravate, a farne le spese è stato il dottore Di Marco, vittima di un suo scherzo che portò a ben altre conseguenze. “Ero in una camera singola, solitamente dormivo poco. Così chiamo Montella: ‘Prova a sentire il dottore e digli che ho la febbre’. Arriva il medico in stanza, di notte (all’una e mezza circa) in mutande e senza occhiali. Mi nascondo sotto il letto, appena entra lo chiudo fuori dal balcone. Il dottore comincia a bussare così forte da richiamare l’attenzione di Capello. Mi metto a letto fingendo di dormire, prima che arrivasse il mister infuriato. ‘Dove sono le donne? Dove sono le donne?’ Capello pensava stessimo facendo festa con le ragazze. Entra in stanza, va sul balcone e trova il dottore in mutande. L’ha cacciato per colpa mia”.

Impossibile tenerlo a bada quando decideva di prendersi gioco dei compagni o dello staff. L’ha confermato lo stesso Totti, spiegando con ironia quanto fosse difficile prevedere i suoi comportamenti: “Mi veniva l’ansia”. Proprio come quella volta che beccò una maxi multa per aver fatto lo scherzo a Italo Galbiati, storico secondo di Capello. Un atto goliardico che pagò a carissimo prezzo, anche se il meteo complicò le cose.

“Gli ho rubato le chiavi della macchina e l’ho spostata su un ponticello. A Trigoria c’era una salita dove la usavamo anche per allenarci. Quel giorno diluviava, la strada era piena d’acqua e di cacca. La cacca dei cavalli. Prima di iniziare l’allenamento mi avvicino e gli dico: ‘Guarda un po’ lì”. Mi risponde: ‘Mi sa che hanno ciulato’. Ok Italo, sembra la macchina tua. Mi ha fatto 500 mila euro di multa. Hanno impiegato due giorni per spostarla perché si era impantanata tra l’acqua e la cacca dei cavalli”.

Mario Lorenzo Passiatore

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