Firmino a cuore aperto: “Mio padre era un venditore ambulante di acqua naturale. I miei genitori….”

La storia del giocatore brasiliano che ha realizzato il suo sogno nonostante provenisse da una famiglia modesta. “Adesso mi sento pronto a tutto, perché non mi sono mai arreso e ho superato le difficoltà. Devo dire grazie a Dio per essere qui oggi”

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A Okko Sport l’attaccante del Liverpool ha raccontato una parte della sua vita. L’infanzia, i sacrifici per arrivare in alto e l’aiuto costante ai suoi genitori. Con un sogno nel cassetto che restava lontano ma non ancora del tutto irrealizzabile. Roberto Firmino ha fatto davvero qualsiasi cosa pur di dare una mano a casa, una vita costellata da tanta fatica e da quella voglia matta di emergere lontano dal Brasile.

“Provengo da una famiglia modesta. Mio padre era un venditore ambulante che vendeva acqua minerale, bibite e birra. Quando ci sono riuscito, l’ho aiutato. Durante le vacanze e i concerti c’era una richiesta speciale. Ho anche fatto un sacco di cose in casa, anche se, ovviamente, volevo giocare a calcio, sempre di più. I miei genitori si arrabbiavano se non li aiutavo, ma io ero davvero tanto attratto dal calcio”.

Alla fine i sacrifici lo hanno ripagato in tutto e per tutto. Prima l’esperienza all’Hoffenheim, prelevato per 4 milioni dalla Figueirense in maniera del tutto geniale. L’approdo in Germania grazie a una trovata di Lutz Pfannenstiel, scout del club, che si affidò a Football Manager. Già, il noto gioco manageriale. Poi i contatti concreti con il club, ma l’interesse nacque proprio dal videogame.

“È gratificante vedere come sono poi andate le cose. Da dove ho iniziato e dove mi trovo ora. Ognuno di noi ha il proprio percorso, indipendentemente dalla famiglia in cui sei nato. Adesso mi sento pronto a tutto, perché non mi sono mai arreso e ho superato le difficoltà. Devo dire grazie a Dio per essere qui oggi”.

Oggi c’è grande soddisfazione per aver realizzato i suoi sogni, dalla Germania all’Inghilterra con la proposta irrinunciabile del Liverpool di Brendan Rodgers che di lì a poco diventerà di Jurgen Klopp.

“Ho lasciato casa mia a 15 anni, poi a 18 sono andato in Germania. Non vedere la propria famiglia per tanto tempo è dura. Difficile resistere al desiderio di lasciare tutto e tornare per loro. Ma io ce l’ho fatta. Ho resistito e ho lavorato sodo. Ho creduto nel mio lavoro e mi sono impegnato per essere dove sono oggi”.

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