Il River Plate vince senza portiere. La folle notte di Perez: “Mai stato così teso”

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In Copa Libertadores il River Plate vince il match contro il Santa Fe giocando senza portiere. E con ben 20 giocatori indisponibili causa Covid.

Gettare il cuore oltre l’ostacolo. E’ la frase più gettonata tra gli allenatori quando si vuole ottenere il massimo, e anche oltre, dai propri giocatori. Soprattutto quando l’ostacolo sembra insormontabile. Una frase che calzerebbe a pennello con l’impresa fatta dal River Plate di Marcelo Gallardo che la scorsa notte ha vinto il match di Copa Libertadores contro il Santa Fe in condizioni di incredibile emergenza. Il Covid in Argentina ha raggiunto picchi altissimi e tra i contagiati ci sono ben 20 giocatori del club di Buenos Aires. Tra questi 16 giocatori di movimento e tutti e quattro i portieri. Una situazione complicatissima per il River Plate che ha dovuto schierare in porta l’esperto centrocampista Enzo Perez. Il 35enne argentino risultava tra l’altro infortunato, per questo ha preferito andare in porta per dare una mano ai propri compagni. Il risultato è stato due a uno per i padroni di casa che dopo sei minuti erano già sopra di due gol. Perez ha dovuto incassare un solo gol e tutto sommato il River non ha sofferto il ritorno del Santa Fe restando saldamente al primo posto del proprio girone. A fine partita sono arrivate le parole del tecnico Gallardo.

Non si era mai vista una situazione come quella di oggi. È una vittoria che sarà ricordata per molto tempo anche in futuro. Non era normale giocare nelle condizioni in cui ci siamo trovati. Vorrei sottolineare la voglia dei giocatori che sono scesi in campo, per l’impegno e la voglia di aiutarsi che hanno dimostrato. In una possibilità che era abbastanza remota siamo riusciti a dimostrare che un gruppo di giocatori che formano una grande squadra hanno raggiunto l’obiettivo in condizioni avverse. Non avevamo un piano B. Enzo Perez era l’unica opzione perché avevamo bisogno di avere in campo giocatori che potessero giocare tutta la gara. Lui era l’unico che non poteva garantire i 90 minuti e quindi si è preso la responsabilità di andare in porta“.

E in effetti le parole di Gallardo testimoniano la grande emergenza del River Plate che tra l’altro ha partecipato alla partita senza alcun sostituto. In panchina infatti c’erano solo il tecnico ed il suo staff, nessun giocatore in grado di poter sostituire i compagni. Una maxi epidemia che ha colpito la formazione biancorossa. L’eroe di giornata è stato ovviamente Enzo Perez che ha rivelato il suo stato d’animo durante la partita.

Quando Gallardo ha chiesto chi voleva andare in porta ho alzato la mano, altrimenti avremmo giocato con un uomo in meno. Sapevo di avere dei limiti ma volevo aiutare la squadra. Mentirei se dicessi che mi sono divertito, in realtà non sono mai stato così teso in vita mia“.

L’onestà di Perez dimostra la serata non certo tranquilla per tutto il River Plate ed in particolare per il centrocampista argentino che spera di poter rivedere i propri compagni difendere la porta nel prossimo turno. Anche perché il River vuole mantenere la testa della classifica e qualificarsi al turno successivo come prima, per farlo dovrà battere il Fluminense tra sei giorni nel match principale contro la seconda in classifica. I brasiliani infatti si trovano dietro di un punto rispetto agli argentini e sperano di poter fare il colpaccio nel turno successivo. Gallardo si augura di poter recuperare almeno i portieri e qualche sostituto per la panchina per affrontare al meglio la partita di Copa Libertadores.

Ai tifosi italiani, in particolare quelli dell’Inter, è sicuramente riemerso il ricordo del match tra Valencia e Inter quando in porta, dopo l’espulsione dell’allora portiere nerazzurro Toldo, toccò al centrocampista spagnolo Farinos infilare i guanti per difendere la porta dall’assalto dei padroni di casa. In Serie A ci fu anche il caso di Fabio Bilica, ex difensore del Venezia, che dopo l’espulsione del proprio portiere Casazza andò in porta e riuscì a parare il rigore di Shevchenko a San Siro.

Claudio Ruggieri

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