Il calcio giovanile secondo Bergkamp: “Non bisogna vincere”

L’ex giocatore dell’Arsenal ha spiegato il suo punto di vista sul calcio giovanile e di come dovrebbe cambiare.

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In Italia non abbiamo mai visto pienamente il talento cristallino di Dennis Bergkamp. L’olandese arrivò a Milano in un periodo non fortunato per la formazione nerazzurra assieme al connazionale Jonk. Aspettative troppo alte per l’ex Ajax che dopo l’opaca esperienza a Milano decise di sposare il progetto Arsenal con Wenger. E a Londra mostrò interamente il proprio potenziale con giocate da fuoriclasse e doti da leader di squadra. Il manager francese dei Gunners ha sempre elogiato il pensiero calcistico dell’olandese “non volante”, etichetta dovuta alla fobia di volare in aereo.

Appesi gli scarpini al chiodo Bergkamp ha intrapreso la carriera di allenatore in particolare nelle giovanili dell’Ajax. Attualmente lavora come collaboratore del settore giovanile dell’Almere City, una società olandese. Proprio sul settore giovanile le teorie di Bergkamp sono abbastanza importanti e innovative. Da diverso tempo l’olandese vorrebbe cambiare l’idea di base del settore giovanile.

L’unica che ha bisogno di vincere trofei è la prima squadra. Le squadre giovanili non hanno bisogno di vincere, hanno solo bisogno di rendere migliori i loro giocatori, professionalmente e umanamente.
Prima dell’età di 14 anni sono solo abilità del gioco e tutto sta nello sviluppare buone abitudini, come controllare e passare la palla nel modo giusto nel momento giusto, le posizioni da tenere, ma anche lavorare sull’aspetto mentale dei ragazzi.
Quindi alla fine non hai solo un giocatore di calcio completo se tutto andrà bene, ma una persona che fa bene agli altri, che vuol dire qualcosa al mondo
“.

Un modo di concepire il settore giovanile sicuramente diverso da quello che vediamo ogni giorno in Italia e non solo. Il ragionamento di Bergkamp mira a togliere definitivamente l’ansia da vittoria in ogni settore giovanile dove dovrebbe prevalere il miglioramento tecnico e umano di ogni singolo ragazzo. Tra le altre considerazioni e riflessioni di Bergkamp c’è anche quella di rimuovere la classifica nei settori giovanili, puntando solo sui miglioramenti del gioco durante ogni “test match“. Una riflessione che però non trova spazio in molti Paesi europei che continuano a non guardare il settore giovanile una risorsa necessaria per il futuro dei club.
In un momento così nero per tutti a causa della pandemia, i club di calcio rischiano di indebitarsi ancora di più. Attingere dal settore giovanile potrebbe rappresentare l’ancora di salvezza senza ricorrere a spese folli per acquistare giocatori per la prima squadra.

C.R.

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