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L’attuale manager del Manchester City ricorda la prima volta in cui ha visto Lionel Messi, il fuoriclasse del Barcellona.

Il Manchester City di Pep Guardiola ha davvero in mano la Premier League. Il vantaggio dei Citizens è di 14 punti sui rivali cittadini dello United, la formazione di Guardiola arriva da 21 vittorie consecutive, una striscia incredibile. E nel prossimo turno ci sarà il derby di Manchester contro lo United di Bruno Fernandes e soci. Guardiola è pronto a rivincere il titolo in Inghilterra sperando di poter andare avanti anche in Champions League. Il Manchester City ha ripreso a macinare risultati e gioco con protagonisti importanti. Merito di un manager che continua a scoprire mondi nuovi dal punto di vista tattico, basti pensare all’evoluzione di Cancelo che da esterno destro d’attacco riesce spesso ad essere presente nel ruolo di centrocampista centrale.

Pep Guardiola è stato autore di una cavalcata importante ai tempi di Barcellona dove ha dato un’impronta incredibile nelle vittorie dei catalani. Sulla panchina degli spagnoli, Guardiola ha vinto praticamente tutto più volte: 3 campionati, 2 Champions e due Mondiali per club, oltre ad altri titoli Nazionali ed internazionali. In mezzo un gioco invidiato da tutto il Mondo, il “tiki taka” spesso scopiazzato da molti altri club. Il segreto di quel Barcellona è stato soprattutto il gruppo, come rivelato dallo stesso tecnico spagnolo a Radio Catalunya.

Eravamo un gruppo di amici che andava a cenare spesso fuori, un gruppo che sapeva andare avanti nelle difficoltà, anche se il peso di guidare un transatlantico come il Barcellona non mi dava molto tempo per godere della compagnia. Il rapporto di affetto che avevamo era insuperabile, ci siamo dati molto gli uni agli altri. Il mio addio? Prima o poi arriva un momento in cui, in modo naturale, le cose finiscono“.

Tra gli artefici di quei successi, e di tante altre vittorie blaugrana, c’è stato soprattutto Lionel Messi, il fuoriclasse argentino che in questi anni ha vinto tutto con il club e ha portato a casa ben 6 Palloni d’Oro. E proprio Guardiola, parlando dell’argentino, ha rivelato di aver avuto molti dubbi quando ha visto per la prima volta la Pulce. Dubbi smentiti ovviamente dal campo.

Qualcuno del settore giovanile mi aveva detto che in squadra c’era uno veramente forte. Mi avevano raccontato che era un po’ piccolino, ma che segnava tanti gol e aveva un dribbling spettacolare. Non lo conoscevo ancora, poi un giorno un giorno lo vidi col padre in un negozio all’aeroporto di El Prat. Lo vidi così piccolo e timido e ho pensato: ‘Ma è questo il giocatore di cui mi parlano così bene? Ma davvero è così forte come dicono?’. Quell’anno andammo a fare la preparazione estiva in Scozia e nelle prime amichevoli vincemmo 5-0 e 6-1. E lui segnò tre gol. È a quel punto che ho pensato che avremmo vinto tutto“.

E così è stato. Guardiola, dopo aver allenato la squadra B del Barcellona, è approdato in prima squadra nella stagione 2008-2009 e ha subito fatto il Triplete vincendo Liga, Champions League e Copa del Rey. Un impatto spaventoso nel mondo Barcellona e nel calcio mondiale. Un Guardiola che ha voluto subito puntare sul talento di Messi. L’attuale manager del City ha rivelato il suo rapporto con le tante stelle allenate nel corso della carriera.

Anche le stelle devono correre, come tutti gli altri. Altrimenti la squadra non regge. Ma devi convincerli a correre. A volte devi dirgli ‘non ti farò correre per 40 metri come faccio fare ai più giovani, ma dammi una buona ragione per cui non dovresti correre per niente’. Se qualcuno non corre ma mi segna tre gol a partita, allora mi sta più che bene. Ma nessuno segna tre gol a partita, solo Messi ci va vicino. Oggi Messi va sicuramente gestito, Farlo correre tanto per il gusto di farlo no, non è possibile. Se Leo corresse ora come faceva nella prima stagione in cui l’ho allenato io, sarebbe sempre infortunato. Gestire i campioni sopra i trent’anni è la cosa più difficile per un allenatore“.

Dopo l’esperienza nei catalani Guardiola ha deciso di scegliere la Bundesliga approdando sulla panchina del Bayern Monaco. Con i bavaresi nessun grande salto europeo ma bensì tre volte Campione di Germania. Il rapporto però con i tedeschi non decolla e al termine dei tre anni di contratto decide di non rinnovare e accettare l’offerta del City. Con i Citizens dopo aver vinto la Premier, non è ancora arrivata la grande svolta in Champions League. Quest’anno però la squadra sembra pronta a fare il salto di qualità anche in Europa.

C.R.

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