Gli orizzonti di Italiano: così lo Spezia ha sconfitto gli scettici!

Viaggio nella bella realtà ligure che sta facendo molto bene in Serie A anche grazie al suo allenatore.

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Alzi la mano chi, all’indomani della prima, storica promozione in Serie A, avrebbe puntato il famoso euro sulla salvezza dello Spezia. Squadra inesperta, giovane, al primo appuntamento con il massimo campionato, con un allenatore rampante, si, che era riuscito nel doppio salto dalla Lega Pro alla A in soli due anni (l’anno prima riportando in B il Trapani), ma che aveva tutto da dimostrare sul palcoscenico più difficile. Un allenatore sconosciuto al grande pubblico probabilmente, con la città di Verona nel cuore difesa da capitano dell’Hellas e da perno del centrocampo anche del Chievo, ma capace con la sua serietà e con i suoi schemi logici e lineari di conseguire risultati e successi di grande impatto: gioco veloce, geometrie serrate a centrocampo, difesa difficile da superare, giovani lanciati in campo accanto ai veterani.

Ebbene, con il girone di andata ormai alle spalle, si può tranquillamente affermare che Mister Italiano e la sua squadra, un mix perfetto di talentuosa gioventù sfacciata e giocatori di esperienza, uomini spogliatoio che conoscono la categoria e sanno come gestire la navigazione nelle acque turbolente della bassa classifica, hanno fatto ricredere molti scettici, dando tante risposte positive e scalando posizioni sia nel gradimento dei tifosi che nella griglia per la lotta salvezza. Contrariamente a quanto ci si poteva lecitamente attendere, considerando anche i tempi ristretti che staff e società hanno avuto per preparare la stagione di A (finale playoff giocata il 20 agosto contro il Frosinone), lo Spezia non ha mai lesinato impegno, in alcuni momenti forse dispensandone in eccesso e pagando con qualche cartellino rosso di troppo l’irruenza e la voglia di lottare. “Non deve mai mancare il gioco, la fiducia e l’entusiasmo. Solo così potremmo raggiungere la salvezza”. Così si esprimeva Mister Italiano dopo la roboante vittoria sul campo del Benevento. Terra sicuramente fortunata la Campania, se pensiamo all’incredibile successo che sarebbe giunto in seguito, in rimonta e perdipiù con un uomo in meno, contro il quotato Napoli di Gattuso.

La squadra si fida ciecamente del suo condottiero, costruita a immagine e somiglianza del suo allenatore, che nei suoi uomini vede applicati i tratti caratteristici del suo pensiero.

I “segreti” di Italiano

gioco offensivo, con un 433 di ampio respiro, dinamico, mai troppo squilibrato alla ricerca ossessiva del goal se questo compromette la tenuta difensiva;

identità: nonostante le tante assenze che hanno funestato la rosa spezzina, ogni giocatore chiamato in causa è sempre pronto a recitare la sua parte nella coralità di squadra; nonostante i movimenti di mercato abbiano mutato la fisionomia della rosa, ogni giocatore sposa in pieno la causa spezzina;

– mentalità: la squadra non è mai rinunciataria, l’idea di gioco viene sviluppata compatibilmente alle situazioni di campo; non sorprende, da questo punto di vista, che anche in condizioni di inferiorità numerica Italiano e i suoi uomini non rinunciano al gioco; emblematica in tal senso la partita contro il Torino, giocata per oltre 80 minuti con l’uomo in meno. Nel sottile equilibrio tra i demeriti di un Torino ormai irriconoscibile e lontano parente di tutto ciò che dovrebbe essere una squadra di calcio e i meriti di una squadra compatta che non ha mollato di un centimetro, sicuramente, ai punti, sarebbe stato proprio lo Spezia a meritare.

capacità di soffrire: diretta conseguenza del senso di appartenenza e di responsabilità che staff e giocatori mettono in campo in ogni partita.

umiltà: marchio di fabbrica di una squadra che conosce bene il suo ruolo in Serie A, che pur non potendo volare alto con la fantasia, sa che solo mantenendo i piedi per terra può continuare a fare bene e migliorare una classifica che ad oggi premierebbe ogni sforzo.

Nessun limite, solo orizzonti” scrisse Mister Italiano sulla lavagna il suo primo giorno a Trapani da allenatore. Lo Spezia, prendendolo in parola, non si pone alcun limite, puntando forte sulla rotta della permanenza in Serie A.

Rosario Malorgio

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