Galli/ Locatelli, talento e carattere. Bravo Pioli, De Zerbi…(esclusiva)

Intervista all’ex difensore del Milan che ha parlato dell’attuale momento dei rossoneri ed anche della crescita di Locatelli.

Manuel Locatelli è sicuramente il giocatore del momento. Il centrocampista del Sassuolo, grazie alle sontuose prestazioni alla corte di De Zerbi, si è guadagnato la convocazione in Nazionale e soprattutto la stima del c.t. Roberto Mancini. Nell’importante match contro la Polonia ha giocato da titolare ben figurando. Per parlare della sua crescita abbiamo intervistato, in esclusiva per Calcio Totale, Filippo Galli, ex storico difensore rossonero che ha visto crescere Locatelli nel settore giovanile del Milan.

Cosa ti piace maggiormente della Nazionale di Mancini?

Mi piace la voglia di tutti giocatori di voler essere protagonisti, collaborando tra loro, al servizio di un’idea di gioco che miri sempre al comando del gioco e che, in egual misura, preveda l’aiuto reciproco nei momenti di difficoltà.

Hai visto da vicino le qualità di Locatelli ai tempi del Milan. Pensavi potesse diventare importante anche in chiave Nazionale?

Locatelli è sempre stato considerato un giocatore di talento con un enorme desiderio di crescere ed imparare. E’ sempre la speranza di tutti gli addetti ai lavori pensare ad un percorso importante per i  giocatori ed è anche la motivazione che spinge, un certo tipo di giocatore, ad aspirare al meglio. Pochi vi riescono. Manuel dopo un momento di assestamento e qualche difficoltà si sta riproponendo in tutto il suo valore.

Quanto è stato importante De Zerbi nell’exploit di Locatelli?

Credo sia stato fondamentale. De Zerbi ha l’ossessione di migliorare il singolo giocatore nel contesto del gioco e, con Manuel, ma non solo con lui, i risultati sono davanti agli occhi di chi ama un certo tipo di calcio. Talento e disponibilità del giocatore sono però altrettanto determinanti.

A proposito di giovani talenti italiani che arrivano dal settore giovanile del Milan. Sorpreso da Pobega?

Come non si può non essere sorpresi dall’exploit di Tommaso? La crescita, l’apprendimento funzionano così: si migliora, poi si hanno momenti in cui tutto sembra complicarsi e poi nuovamente un balzo in avanti e cosi via. E’ soprattutto nei momenti di difficoltà che una delle competenze del talento si manifesta. Ripeto, per tutti i ragazzi c’è sempre l’idea che possano progredire ma, dire…lo sapevo, credo non sia, intellettualmente, corretto. Pare, però, che molti abbiano la  sfera di cristallo!

Ti aspettavi un Milan così in alto in questo inizio di stagione?

No, sinceramente, no. Quando i risultati sono questi significa che tutte le componenti stanno dando il meglio e lavorano in maniera sinergica.

Ibrahimovic capocannoniere e decisivo a 39 anni. Quanto potrà durare a questi livelli?

Difficile dirlo, mi auguro a lungo. La sua professionalità e determinazione sono straordinarie.

Su quale allenatore italiano sei pronto a scommettere per il futuro?

Da milanista, e non solo, dico Pioli ma non ho mai nascosto l’ammirazione per De Zerbi, tra i più giovani.

C.R.

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