Fernando Morientes: l’anti ‘galactico’ che piaceva a Raul!

Il centravanti spagnolo che ha segnato gol importanti nella sua carriera accanto all’idolo del Bernabeu. Eppure non piaceva a Florentino Perez.

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C’è stato un tempo in cui in Spagna andavano ancora di moda gli attaccanti d’area di rigore, quelli forti fisicamente e abili nel gioco aereo. Prima dell’avvento del falso nueve o del centravanti di manovra. Ed in quel periodo uno come Fernando Morientes è stato il principale attore del ruolo di attaccante spagnolo. Perché era capace di racchiudere i movimenti del vecchio centravanti e quelli del nuovo attaccante così tanto caro ai tecnici attuali. E non è stato facile per il “Moro” farsi accettare soprattutto in un ambiente così tanto complicato come quello del Real Madrid. Eppure il centravanti nato a Càceres, un piccolo paesino spagnolo, riuscirà ad entrare nei cuori dei tifosi merengues grazie al suo temperamento e alla sua abilità sottoporta. Un dettaglio non indifferente quando giochi in un club dove devi vincere sempre e comunque. Parliamo della fine degli anni ’90, a Madrid c’è la famiglia Sanz che ha voglia di dare un’impronta iberica al Real. Morientes si trasferisce a Madrid dopo essere cresciuto calcisticamente con l’Albacete ed aver giocato per due anni al Real Saragozza. Arrivare a 21 anni al Bernabeu non è facile per nessuno soprattutto se poi in attacco c’è gente come Suker e Mijatovic, non gli ultimi arrivati.

Eppure nella prima stagione in maglia Blancos arrivano 16 gol, 12 in Liga e soprattutto 4 in Champions League che il Real vince nella famosa finale contro la Juventus con il gol di Mijatovic. Morientes entra subito nei meccanismi del Real allenato da Heynckes e si trova ad essere presto titolare anche perché accanto a lui c’è il nuovo fenomeno del calcio spagnolo ovvero Raul Gonzalez Blanco, il 7 del Real Madrid. I due formeranno una coppia importante sia con la maglia delle merengues che con quella spagnola. Morientes diventa ancora più decisivo in Europa, suo il gol che apre al trionfo nella seconda Champions vinta con la maglia del Real Madrid nella finale tutta iberica contro il Valencia. Un colpo di testa, marchio di fabbrica della casa, su assist di Salgado. Morientes vincerà la terza Champions due anni dopo nel 2001-2002 grazie alla vittoria contro il Bayer Leverkusen, con i gol di Raul e Zidane. Sarà l’ultima volta in cui il “Moro” riuscirà ad essere titolare nel Real Madrid prima dell’avvento di Ronaldo. Al Real infatti le cose sono cambiate, alla guida della società c’è Florentino Perez che ha deciso di pensare maggiormente ai campioni stranieri piuttosto che crescere le stelle in casa. Così Morientes diventa riserva e gioca veramente poco. Sembra fatta con il Barcellona che offre 20 milioni di euro per lui ma il calciatore rifiuta il trasferimento. Andrà via sei mesi dopo al Monaco, prendendosi la grande vendetta contro Perez e il Real Madrid.

L’urna di Nyon, nella Champions del 2003-2004, regala al Monaco di Deschamps la doppia sfida nei quarti di finale contro il Real Madrid dei Galattici. A Madrid finisce quattro a due per gli iberici che recuperano lo svantaggio iniziale. Nel finale, a sette minuti dalla fine, Morientes sigla il secondo gol per i monegaschi, rendendo meno amara la serata. Non se la sente però il Moro ad esultare in faccia a quei tifosi che lo hanno comunque amato e che gli riservato tanti applausi. Al ritorno però il Monaco vince tre a uno spedendo fuori il Real di Queiroz e Morientes segna ancora, questa volta l’esultanza è forte e nasconde la voglia di rivalsa verso un ambiente, ed un presidente, che lo hanno scartato troppo frettolosamente. Il Monaco arriverà in finale ma verrà battuto dall’altra terribile sorpresa di quell’anno, ovvero il Porto di un certo José Mourinho. Morientes dopo un rapido rientro a Madrid vola in Inghilterra a Liverpool, da Benitez, ma non lascia alcun segno. Tornato in patria nel Valencia riesce a vincere una Copa del Rey prima di tornare a lavorare con Deschamps al Marsiglia e vincere la Ligue 1 anche se non riuscirà a lasciare il segno per via dei tanti problemi fisici.

Il suo rapporto con la Nazionale è stato amore e odio. Morientes ha segnato 27 reti in 47 presenze, era la Spagna che non aveva ancora mostrato al Mondo il proprio talento. Non a caso Morientes, superato dai nuovi dogmi tattici del calcio iberico, quelli del falso nueve, viene lasciato a casa da Aragones che al suo posto decidere di portarsi dietro il pupillo Fernando Torres, autore del gol vittoria nella finale di Euro 2008 contro la Germania. In totale Morientes ha siglato in carriera 251 gol in 647 partite, alla media di 0,39 reti a partita.

Oggi Morientes compie 45 anni. Per noi sarà sempre quel meraviglioso centravanti spagnolo che insieme a Raul terrorizzava le difese di mezza Europa.
Tanti auguri, Moro!

C.R.

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