Esclusiva Calcio Totale, Bazzani: “Alla Samp emozioni uniche. Flachi partner ideale”

L’intervista esclusiva con il bomber bolognese che ci ha raccontato l’esperienza di Perugia con Cosmi e Gaucci. La Sampdoria, Flachi, il rapporto con Novellino e la sua nuova vita da allenatore

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“Bazza a vita” recitava così uno striscione esposto al Marassi. Più di un attestato di stima per il bomber tutto cuore e istinto in area di rigore. A Genova ha incrociato il suo partner ideale, con il quale bastava uno sguardo per capirsi. Ciccio Flachi e Fabio Bazzani erano tremendamente funzionali e complementari: uno rifiniva, l’altro finalizzava. Dopo Vialli e Mancini, a Genova tornarono a sognare con i nuovi gemelli del gol. Prestazioni che richiamarono l’attenzione del Trap, tanto da convocarlo in Nazionale. Ma l’esordio in A è arrivato nel 2001 a Perugia, grazie al suo mentore Serse Cosmi. Fu proprio il tecnico umbro a convincere Luciano Gaucci ad acquistare quell’attaccante che aveva impressionato ad Arezzo in C1.

Esordio in A a Perugia nella stagione 2001-2002. Una società organizzata con tanti giocatori che poi si sono imposti negli anni: Ze Maria, Dellas, Grosso. Che ricordi hai di quella stagione?

“Ho dei ricordi bellissimi, è stata la mia prima stagione in serie A. Ho trovato un gruppo spettacolare che mi ha accolto benissimo. Un mix di giocatori giovani ed esperti che avevano una grande voglia di emergere. Io avevo fame come loro, ho fatto dieci gol il primo anno segnando all’esordio contro il Milan. Puoi ben capire lo stato d’animo dopo la prima gara. E’ un posto che porto nel cuore”.

Serse Cosmi per te è stato più di un allenatore. Il tuo primo exploit arriva proprio sotto la guida del tecnico umbro.

“Sì nel 99-2000 l’ho avuto ad Arezzo in C1 e c’è stata subito sintonia. E poi è il mister che mi ha dato fiducia in A, è lui che mi ha voluto fortemente. Io non avevo mai giocato prima di Perugia nella massima serie. Con Serse si era creata la giusta empatia, sia con l’uomo che con il professionista. Il mister è uno passionale con cui è facile rapportarsi. Se dai tanto, ti dà tanto”.

Luciano Gaucci, il presidente. C’è un episodio che ti lega particolarmente e ti fa piacere ricordare?

“Ho avuto la fortuna di conoscere una persona straordinaria che spesso è stata giudicata in maniera sbagliata. Era un grande conoscitore di calcio, non diceva mai cose banali. Dopo l’esordio contro il Milan me lo passarono al telefono e mi disse: ‘Complimenti per il gol, però devo darle un consiglio. Se riesce a togliere un chiletto di troppo inciderà ancora di più in Serie A’. Seguii alla lettera il suo consiglio, persi due chili trasformandoli in muscoli, devo dire che mi sono sentito subito meglio. Da un presidente sono cose che non ti aspetti, era uno che quando parlava lo faceva per aiutarti”.

Genova blucerchiata è tornata a sognare con i gemelli del gol. Dopo Vialli e Mancini, è stata la volta di Flachi-Bazzani.

“Ciccio Flachi era il mio partner ideale. Ci completavamo in tutto, c’era empatia dentro e fuori dal campo. Un feeling che non abbiamo dovuto costruire, perché è venuto tutto naturale. E soprattutto avevamo un rapporto d’amicizia che andava oltre il rettangolo di gioco. Dopo un anno di A a Perugia, sono andato in B con la Samp per riconquistarla. Non sembrava di stare in B, in quello stadio, con quella tifoseria è stata un’esperienza incredibile. Come lo è stato vincere tre derby, sono cose che non puoi dimenticare. Gli ultimi anni sono stati condizionati dagli infortuni alle ginocchia, ma conservo tanti ricordi belli”.

Novellino è un altro allenatore che ha segnato la tua carriera. Prima al Venezia e poi alla Samp. E’ vero che è il tecnico con cui hai litigato di più?

“Timido non lo sono mai stato (ride). Ho sempre avuto un carattere sanguigno, generoso, a volte irrazionale. Spesso ci siamo scontrati, anche lui era uno abbastanza diretto ed è naturale avere vedute differenti. Come Cosmi, d’altronde. Se c’era da dirsi qualcosa lo si faceva tranquillamente. Ma sono le persone che fanno per me, con loro ho reso di più, ho raggiunto la nazionale. Con Walter c’è stata un’incomprensione che è nata dall’irrazionalità di non contare fino a dieci. Da lì la mia cessione alla Lazio nel mercato di gennaio. Poi abbiamo risolto tutto da persone mature, lui mi ha rivoluto alla Samp e dopo sei mesi sono tornato. Novellino è stato fondamentale per la mia crescita”.

Quando hai capito di poter fare il giocatore professionista?

“L’ho capito nel ‘99 ad Arezzo con Cosmi. Quella stagione feci 20 gol in 31 partite in C1. E da lì tanti si sono accorti di Fabio Bazzani, poi sono andato a Venezia in B. Mentre a Perugia ho capito che avrei potuto giocarmi le mie carte anche in Serie A. Mi sono ambientato subito e sono cresciuto partita dopo partita”.

Come procede l’esperienza da allenatore, da vice di Serse Cosmi. Negli ultimi anni lo hai seguito ovunque.

“Gli ultimi 3 anni sono stato con lui da vice. Avevo iniziato da primo in serie D. Tre esperienze magnifiche che mi hanno permesso di crescere e gestire situazioni diverse. A volte i risultati sono arrivati, altre no, ma restano tre anni formativi. Ora mi è tornato il desiderio di fare il primo allenatore, quindi appena ne avrò la possibilità tornerò in panchina. Sarò sempre grato a Cosmi per la possibilità che mi ha dato”.

Mario Lorenzo Passiatore

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