Quando a restare fuori era Roby Baggio

La carriera di Roberto Baggio è stata un’altalena di gioie, ma anche di profonde delusioni, tra tutte il rigore sbagliato nella finale contro il Brasile del 1994. Un’altra ferita degna di nota è quella legata all’esclusione da quello che sarebbe stato il suo Mondiale in Corea del 2002

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In queste ore Roberto Mancini ha sciolto gli ultimi dubbi in vista dell’Europeo, scegliendo i ventisei giocatori che rappresenteranno l’Italia nella competizione. Tra scontate conferme e alcuni nomi a sorpresa, hanno suscitato scalpore soprattutto le esclusioni di Politano e Kean, entrambi autori di un’ottima stagione. Riavvolgendo il nastro, sono state tante le esclusioni discusse da parte dei c.t, legate sia a pessimi rapporti con i calciatori o a esigenze tattiche e di gruppo. Ricordiamo in modo particolare l’esclusione eccellente di Roberto Pruzzo dal Mondiale del 1982, poi ugualmente vinto dagli Azzurri, ma la più dolorosa resta probabilmente quella di Roberto Baggio in quello che sarebbe stato il suo ultimo Mondiale.

BAGGIO-TRAPATTONI: UN FEELING MAI SBOCCIATO

Sull’esclusione celebre di Baggio si è concentrata il recente film Netflix Il Divin Codino, un omaggio a uno dei giocatori più talentuosi del calcio italiano. In questo caso è stata frutto di un rapporto non idoneo con Giovanni Trapattoni, che prima dell’evento non lo aveva mai preso in considerazione nella sua esperienza in nazionale. Già con Dino Zoff in panchina dopo Francia 98 le sue apparizioni in maglia azzurra si erano fatte più sporadiche, complici anche i numerosi infortuni: forse la scelta di Brescia non lo ha aiutato nel prosieguo della sua avventura in maglia azzurra.

Nonostante ciò nella provincia lombarda il talento di Caldogno ha chiuso dignitosamente la sua carriera con quattro stagioni consecutive in doppia cifra e soprattutto aiutando la squadra nel suo processo di crescita, che le avrebbe permesso di stare in Serie A per cinque anni consecutivi. I meriti vanno soprattutto a Carletto Mazzone che è riuscito a ridare fiducia ad un Baggio visibilmente insoddisfatto della propria esperienza con l’Inter.

IL GINOCCHIO TRADISCE BAGGIO ANCORA UNA VOLTA

Un’esclusione legata anche alle fragilità fisiche del fuoriclasse veneto, tradito per l’ennesima volta da quel ginocchio che ha rallentato pesantemente anche la carriera del suo compagno all’Inter Ronaldo. Dopo un inizio di stagione spumeggiante, che lo ha visto balzare sorprendentemente in testa alla classifica marcatori, è piombato l’infortunio come una disgrazia, sia fisica che psicologica. Baggio ha 34 anni e un infortunio del genere a quest’età solitamente non lascia scampo: dovrà inoltre sopportare la pressione di partire dietro nelle gerarchie del Trap.

Ma la voglia di conquistarsi la convocazione al suo quarto e ultimo mondiale è più forte delle ansie di dire definitivamente addio al calcio. Così Roby recupera dall’infortunio a tempo di record e nelle ultime giornate di campionato, tornato in campo, mette anche a segno dei gol. Nonostante la sua determinazione, Trapattoni conferma la sua esclusione, già prevedibile. Per il pallone d’oro questa è probabilmente la ferita più profonde di tutte: il Trap si era detto disponibile a convocarlo qualora fosse stato in ottima forma, e non son bastati impegno e determinazione per darsi un’ultima possibilità.

ITALIA SPAGNA, LA FINE DEL PERCORSO IN AZZURRO

Baggio giocherà altre due stagioni con il Brescia, prima di ritirarsi a 37 anni. A due mesi dall’addio al calcio la Federcalcio italiana decide di concedergli una passerella d’addio per essere stato uno dei giocatori italiani più rappresentativi nella storia. E così viene organizzata la partita d’addio di Baggio, un’amichevole contro la Spagna a Genova.

C’è sempre Trapattoni in panchina, ma questo è ininfluente: Roby porta la fascia al braccio per la sua ultima volta. Gioca per ottantasette minuti prima di lasciare il campo a Fabrizio Miccoli. Quest’ultima convocazione lascia sperare in una possibile convocazione con l’Italia Olimpica oppure per l’Europeo in Grecia del 2004: sarebbe la sua prima partecipazione alla competizione, ma quella di Genova resta la sua ultima partita in maglia azzurra.

Ci sono alcune esclusioni che fanno più male di altre, quella di Roberto Baggio nel 2002 è sicuramente tra queste: un fuoriclasse che è riuscito a vestire le maglie di Juventus, Milan e Inter riuscendo a conservare l’amore e l’affetto delle tifoserie meritava probabilmente una possibilità. Anche se l’Italia in quegli anni aveva un parco attaccanti straordinario, sarebbe stato giusto che il Divin Codino avesse la sua ultima, tanto attesa possibilità.

Lorenzo Di Lauro

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