Endt (ex team manager Ajax): “Cruyff e l’aneddoto di Firenze. I segreti del Calcio Totale di Michels” (Esclusiva)

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Intervista esclusiva a David Endt, giornalista olandese, ex addetto stampa e team manager dell’Ajax, che ha visto da vicino l’evoluzione del calcio Totale di Michels e Cruyff.

Non potevamo non andare a fondo sull’argomento Calcio Totale, movimento calcistico creato e sviluppato in Olanda dalla metà degli anni Sessanta che vide l’avanzata del calcio olandese che toccò i massimi risultati con l’Ajax di Johan Cruyff, il “Profeta”. In panchina Rinus Michels, l’Architetto del Calcio Totale, l’uomo che decise di cambiare completamente il calcio olandese e non solo. Per andare a fondo abbiamo intervistato David Endt, ex team manager e addetto stampa dell’Ajax, che negli anni ’70 era aggregato al settore giovanile di quella grande squadra e ha visto da vicino la nascita del Calcio Totale. Ecco le sue parole in esclusiva per Calciototale14.it.

Cosa significa per lei Calcio Totale?

Difficile spiegare questo concetto in poche parole. E’ il grande lavoro effettuato da Rinus Michels, lo storico allenatore che decise di cambiare il calcio in Olanda. Lui era già stato giocatore dell’Ajax negli anni ’50, tornò da allenatore in un momento delicato dei Lancieri che erano 13esimi in campionato. Decise però di dare una svolta a tutto il calcio olandese.

In che senso?

Voleva avere il contatto quotidiano con i giocatori, in quell’epoca in Olanda non esisteva ancora il professionismo, Michels chiese alla società di fare questo grande passo in avanti. I giocatori diventarono professionisti, allenandosi ogni giorno a stretto contatto con quel grande allenatore già così moderno per quell’epoca.

Quale è stato il segreto di Michels?

L’empatia con i giocatori è stata la chiave fondamentale per la nascita del Calcio Totale. Lui amava la filosofia, insegnava educazione fisica ai ragazzi sordomuti. Aveva alle spalle un bagaglio dal punto di vista pedagogico notevole, questo ha permesso a Michels di entrare nella testa e nel cuore dei giocatori.

Cruyff e non solo, era una squadra piena di talento…

Erano giovani e forti, tanto talentuosi, Cruyff era l’unione massima di queste due caratteristiche fondamentali. Era il pupillo di Michels, il giocatore simbolo di quell’Ajax. Nonostante la giovane età, in campo era già un allenatore. Questa è stata la vera grandezza del Profeta, in campo sapeva già cosa fare e soprattutto aiutava i compagni di squadra a muoversi nel modo giusto. E anche da allenatore aveva qualcosa di diverso rispetto agli altri. Riusciva a capire dopo cinque minuti quali erano le problematiche della squadra avversaria e quali aggiustamenti bisognava fare. E’ come se avesse un occhio in più. Ma c’è stato anche un altro giocatore importante nei primi anni di quell’Ajax.

Di chi sta parlando?

Piet Keizer, attaccante di quell’Ajax, un esterno d’attacco notevole che ha giocato sempre con i Lancieri. E’ stato il primo giocatore a diventare professionista in Olanda, ha capito e inglobato i concetti del Calcio Totale di Michels. Lui era già in squadra quando arrivò il tecnico e iniziò l’epoca del Calcio Totale.

L’Ajax inizia a vincere in patria, in Europa però arriva una pesante sconfitta contro il Milan…

Sono convinto che sia stata quella partita la chiave di volta dell’Ajax in Europa. Perché dopo quella batosta Michels decise di cambiare qualcosa, cercando determinati calciatori. Non a caso arrivò Neeskens proprio qualche mese dopo. Il prototipo di centrocampista che mancava, tecnica ma soprattutto forza fisica, un motorino. Era il giocatore perfetto per il Calcio Totale.

Una particolarità di quel sistema di gioco: ogni giocatore doveva interpretare più ruoli. Giusto?

Bisogna chiarire una cosa, Michels non era pazzo, non metteva il centravanti a fare il terzino destro, tanto per fare un esempio. Ma in situazioni particolari, se un attaccante si trovava in difesa, doveva esattamente sapere cosa fare in quel momento. Ecco perché i giocatori adatti a quel sistema di gioco dovevano essere mentalmente preparati per assimilare nozioni importanti di altri ruoli. E poi Michels iniziò a cambiare anche tutto il settore giovanile.

In che senso?

Tutti dovevano giocare allo stesso modo della prima squadra e non parlo solo di moduli. Parlo anche di caratteristiche del ruolo. Io in quegli anni giocavo nel settore giovanile dell’Ajax, ero un terzino destro, dovevo assimilare sicuramente i movimenti del ruolo, capire il sistema tattico ma anche l’attitudine del terzino destro della prima squadra. Concetti che sono rimasti punti chiave della scuola Ajax.

A proposito di sistema di gioco: come giocava quell’Ajax?

Michels iniziò con un 4-2-4 ispirato fortemente al Brasile degli anni ’70. E quando parlo di ispirazione mi riferisco non a concetti presi in giro, ma visti sul campo. Ecco perché parlo di Michels allenatore moderno. Ai Mondiali del ’70, l’Olanda non partecipò, Michels pagò di tasca propria per andare a vedere il Mondiale messicano e guardare da vicino quel Brasile che lo aveva ispirato. Nessun altro allenatore olandese è andato a vedere quel Mondiale, questo per fare che la Federazione olandese non aveva bene in mente l’idea di professionismo di Michels.

L’Ajax vince in Europa e non si ferma più. Quali altri giocatori sono stati fondamentali per il Calcio Totale di Michels?

Partiamo dal portiere, Jan Jongbloed, il portiere-libero di Michels. E’ stato il prototipo dei portieri moderni di oggi, un po’ fuori la porta, abile con i piedi, Michels voleva iniziare l’azione già dal suo numero uno. E poi Ruud Krol, un giocatore fantastico, piede destro che diventa importante e fondamentale a sinistra, imparando a calciare anche con il piede meno educato. Il suo idolo era Facchetti, infatti interpretava il ruolo di terzino sinistro proprio come il compianto Giacinto. E poi l’altro terzino, Suurbier, un giocatore fantastico, interpretava al meglio il ruolo di terzino nel Calcio Totale di Michels. Mi piace sottolineare anche la presenza di Blankenburg, difensore elegante, non aveva bisogno di ricorrere al gioco violento per fermare gli avversari.

Michels vola a Barcellona, vince il campionato ma non riesce a vincere in Europa come con l’Ajax. Come mai?

A Barcellona credevano di poter vincere con Michels in Europa, ma bisogna anche dire che la squadra era davvero modesta. Michels portò prima Cruyff e poi Neeskens, erano loro i maggiori calciatori di talento. Fu già un’impresa vincere in Spagna. E non era facile perché in quel periodo andare in trasferta non era semplice, Cruyff non amava troppo giocare fuori casa, soprattutto dopo il campionato vinto l’anno prima.

Come mai?

Cruyff era un fenomeno ma aveva un carattere particolare. In Spagna, in trasferta, c’erano giocatori violenti e questo a Johan non piaceva, Neeskens invece non ha mai avuto paura di giocare in quei campi così difficili, non a caso è stato sempre amato in Spagna.

L’Ajax ha vinto tanto, l’Olanda no. Eppure c’era Michels ed altri protagonisti di quel Calcio Totale…

Qui purtroppo bisogna parlare di un problema che c’è da sempre all’interno della Nazionale olandese. Purtroppo non c’è coesione tra i giocatori, si è visto anche in quell’epoca. Basti pensare al ’70, l’Olanda poteva agilmente qualificarsi per i Mondiali messicani ma non riuscì a farlo. Nella finale del ’74 forse eravamo troppo convinti di vincere, mentre nell’Europeo del ’76 l’Olanda era la grande favorita, ma i rapporti all’interno dello spogliatoio erano tesi. E mancava un allenatore in grado di gestire i calciatori. Non c’era più Michels, c’era Knobel che non riuscì ad amalgamare quel gruppo formato da giocatori di Ajax, Feyenoord, Psv. In tutto questo anche la Federazione non ha mai gestito bene la situazione in Nazionale.

Perché?

Vi racconto un aneddoto che riguarda proprio Cruyff. Bisognava giocare una partita di qualificazione per il Mondiale del ’70, forse contro la Bulgaria. Il Profeta però decise di non giocare perché doveva andare a Firenze a prendere un paio di scarpe per il negozio della moglie. La Federazione in quel caso non fece nulla, mostrando un lato debole. Non a caso quell’Olanda non riuscì a qualificarsi per il Mondiale messicano. Cruyff era un genio dal carattere non semplice.

La prima parte dell’intervista a Endt termina qui, abbiamo visto da vicino il Calcio Totale di Michels attraverso una testimonianza diretta. Nella seconda parte Endt ci porta a scoprire i segreti della scuola Ajax, l’attuale momento della Nazionale olandese e dei giovani talenti (De Ligt e non solo).

C.R.

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