Edmundo e la ‘maledetta’ finale: “Salvai Ronaldo. Ero più forte ma Zagallo…”

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Nel giorno del compleanno del brasiliano, ripercorriamo, attraverso le sue parole, quella finale maledetta per tutti i brasiliani. Edmundo ha raccontato la sua verità.

L’immagine di Luis Nazario da Lima, in arte Ronaldo, che scende dall’aereo con tanta fatica, è sicuramente un’immagine forte che ha colpito tutti i tifosi del brasiliano e non solo. Stiamo parlando del 1998 e il Brasile il giorno prima ha perso la finale di Coppa del Mondo contro i padroni di casa della Francia per tre a zero. La doppietta di Zidane e il gol di Petit nel finale condannarono il Brasile ad una cocente delusione. Ma quel giorno ci fu soprattutto il caso Ronaldo, con l’allora fuoriclasse dell’Inter che fu preda di convulsioni prima del match. Infatti la presenza del brasiliano era in forte dubbio salvo poi presentarsi titolare contro i francesi. Dietro al fattaccio ci sono state tante verità, dichiarazioni. L’unico dato certo è che Ronaldo in campo è sembrato essere il fratello scarso del meraviglioso attaccante che abbiamo conosciuto. Segnale evidente che il Fenomeno non stava effettivamente bene.

Ed infatti Ronaldo non avrebbe dovuto giocare quel match. Nella formazione titolare era infatti presente Edmundo, ex attaccante della Fiorentina, già preallarmato dall’allora commissario tecnico del Brasile Mario Zagallo. Poi però Ronaldo tornò in tempo ed Edmundo tornò in panchina, ovviamente poco felice di questa decisione da parte dello staff tecnico. L’ex Fiorentina lo ha confessato in un’intervista particolare a Playboy Brasile.

Prima di quel Mondiale si fece male Romario, pensai davvero di poter essere il titolare di quella Nazionale. Perché con tutto il rispetto, ero più forte di Ronaldo. Romario, lui sì, era meglio di me. Zico, Rivellino, Paulo Cesar, Caju, un sacco di giocatori hanno fatto meglio di me. Ma Ronaldo, senza bestemmiare, credo proprio di no. Il giorno in cui è stato male sono stato il primo a vederlo. Mi alzai da tavola dopo il pranzo per andare in bagno. In quel momento attraverso la porta aperta vidi Ronaldo con le convulsioni. Era sdraiato e Roberto Carlos era sul letto a fianco con la tv accesa. Aveva le cuffie e non si era accorto di niente. Ronaldo era viola, con la bava alla bocca e il corpo che si contraeva. Uscii di corsa a cercare il medico, che stava in un’altra parte dell’albergo. Tornai ancora di corsa e insieme a Cesar Sampaio riuscii a toglierli la lingua dalla gola per farlo respirare. Quando arrivarono i medici, l’immagine non era più così scioccante. Zagallo e Lidio Toledo accorsero molto dopo, per questo lo fecero giocare lo stesso in finale: non videro come stava prima“.

Attimi e momenti sicuramente concitati vista la delicata situazione del Fenomeno. Ma anche dopo sono successe cose strane, come rivela lo stesso Edmundo: ‘All’ora della merenda apparve Ronaldo, faccia triste e a testa bassa. Non mangiò niente e uscì per parlare al telefono nel giardino dietro la sala ristorante. Leonardo richiamò l’attenzione dei medici: ‘Questo ragazzo non sta bene, bisogna portarlo a fare delle analisi’. Un’ora dopo, durante la lezione tattica, ci dissero che Ronaldo era all’ospedale. Zagallo raccontò la storia del Mondiale 1962, quando Pelè non poteva giocare, Amarildo entrò al suo posto e il Brasile vinse. Disse che Ronaldo non avrebbe giocato e io sarei entrato al suo posto. Così scoprii che sarei stato titolare. Zagallo si rivolse a me: ‘Edmundo, questa è la tua occasione’. Andammo allo stadio. Ci cambiammo e al momento di andare a fare il riscaldamento, arrivò Ronaldo, sorridente, dicendo: ‘Gioco. Dov’è la mia roba? Devo giocare’. Si riunirono Zagallo, Zico, il dottor Lidio Toledo, il dottor Joaquim da Mata, e il supervisore Americo Faria. Zagallo mi fece un segno da lontano: ‘Mi dispiace, Edmundo, abbi pazienza’. Vabbé…”.

Edmundo ovviamente non prese bene la scelta dello staff tecnico del Brasile che preferì mandare in campo il Fenomeno. O’Animal entrò in campo al 73esimo minuto, cinque minuti dopo l’espulsione di Desailly della Francia, una mossa disperata da parte di Zagallo che cercare di riaprire la partita. Invece il Brasile quel giorno non riuscì ad aggiustare la partita e prese il terzo gol di Petit in contropiede.
Oggi è il compleanno di Edmundo, 50 anni per un giocatore dallo smisurato talento e anche dal temperamento incredibile. Tanti auguri O’Animal!

C.R.

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