Di Bari (d.s.)/ De Zerbi e Stroppa, che soddisfazione. E Zeman… (esclusiva)

Intervista al direttore sportivo Di Bari che lanciò De Zerbi a Foggia.

I titoli dei giornali di quest’oggi sono tutti per il Sassuolo che batte due a zero il Napoli al San Paolo e vola al secondo posto in classifica. Roberto De Zerbi è lo splendido artefice dei grandi risultati della formazione neroverde che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Per parlare di De Zerbi, e non solo, abbiamo intervistato in esclusiva per Calciototale14.it, Giuseppe Di Bari, Direttore Sportivo, che lanciò De Zerbi sulla panchina del Foggia.

Direttore, De Zerbi vola in classifica. Sorpreso?

Sono tanto felice per lui perché abbiamo lavorato assieme con ottimi risultati. Non sono affatto sorpreso perché le qualità da allenatore si intravedevano già da giocatore.

In che senso?

Noi abbiamo giocato insieme una stagione a Foggia nel 2002-2003, l’allenatore era Pasquale Marino. E Roberto era uno dei più giovani, aveva 23 anni, ma aveva voglia di imparare. Ed era tanto curioso dal punto di vista tecnico, tattico. Si vedeva che aveva voglia di prendere spunto da ogni allenatore.

A lanciare De Zerbi allenatore nel calcio professionistico è stato lei. Come mai puntò su di lui?

Ero il direttore sportivo del Foggia e dovevo puntare su un allenatore. Con Roberto ci eravamo sentiti, lui voleva cogliere quell’occasione. Cercò di convincermi in tutti i modi e alla fine decisi di puntare su di lui. Una scommessa vincente da tutti i punti di vista.

A Napoli, senza tre giocatori importanti, ha vinto iniziando il match con la difesa a 3…

Questo è uno dei tanti pregi di De Zerbi, adattabilità e versatilità. Per questo il Sassuolo può giocare in diversi modi, perché ha inculato ai giocatori che bisogna adattarsi a seconda delle situazioni.

Se lo immagina in una Big di Serie A?

Ci sono già state chiamate importanti per lui ma credo voglia continuare il suo percorso al Sassuolo. Anche perché parliamo di un programma importante con una rosa piena di qualità grazie anche al lavoro di De Zerbi.

L’esempio Locatelli è lampante non crede?

Locatelli arrivava da un periodo non facile al Milan, con De Zerbi si è rilanciato alla grande, oggi è uno dei migliori in Serie A nel suo ruolo. Ma potrei parlare anche di Caputo che Roberto voleva già ai tempi di Foggia. L’affare non andò in porto perché il ragazzo non se la sentì di scendere di categoria.

In Serie A allena anche Giovanni Stroppa, un altro tecnico che conosce bene…

Sono molto legato anche a Giovanni. Lo portai a Foggia perché ho sempre creduto nelle sue qualità. Doveva dare una svolta positiva alla sua carriera e così è stato. Abbiamo lavorato benissimo con lui, così come con Roberto.

Per il Crotone di Stroppa cinque sconfitte in sei giornate. Dovrà cambiare qualcosa?

Io mi auguro che venga dato tempo a Giovanni perché parliamo di una neopromossa che comunque sta mostrando un buon gioco. Mi auguro che Stroppa possa dimostrare le sue qualità anche in questa stagione.

Lei da giocatore ha vissuto momenti importanti nel Foggia di Zeman. Cosa ricorda di quel periodo?

L’avvento di Zeman in Serie A è stato importante da tanti punti di vista. In particolare per quello tattico: quasi tutti giocavano a uomo, lui puntò sulla difesa a zona.

Come mai Zeman è fuori dal calcio attuale?

Il 4-3-3 del mister ha sicuramente fatto benissimo nel corso degli anni, solo che il calcio cambia ogni anno e bisogna continuamente evolversi per fare bene.

E’ vero che gli allenamenti del boemo erano duri?

Erano sicuramente importanti dal punto di vista fisico, ma tutto il lavoro poi lo vedevi la domenica dove stavi benissimo.

De Zerbi, Stroppa, ha altri giovani tecnici in agenda direttore?

Assolutamente sì, ma li tengo custoditi in agenda. Pronti per essere presentati nel momento giusto.

C.R.

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