Dall’apprendistato con Guardiola alla filosofia olandese: il mondo di Ten Hag!

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Nel giorno del compleanno del tecnico olandese ripercorriamo la sua carriera come allenatore.

Una vita da modesto giocatore in Olanda, il calcio giocato abbandonato a soli 32 anni. La vita da giocatore di Ten Hag non ha tanto da raccontare se non quella di essere cresciuto nel Twente sia come giocatore e poi successivamente come allenatore. Appesi gli scarpini al chiodo ha deciso di intraprendere il ruolo di tecnico delle giovanili del Twente per poi diventare il vice allenatore. Ruolo che ha ricoperto anche nel Psv. Dopo dieci anni dal suo addio al calcio giocato, Ten Hag decide di dire sì alla proposta degli Go Ahead Eagles dove riesce comunque a mettersi in mostra. Su di lui piomba il Bayern Monaco ed in particolare Guardiola.

L’effetto Guardiola sul tecnico olandese

Il Bayern Monaco decide di affidare la panchina della squadra delle riserve proprio a Ten Hag. I media tedeschi sono convinti che dietro questa scelta ci sia la mano di Pep Guardiola che era appena arrivato a Monaco di Baviera dopo i successi con il Barcellona. Il piano di Pep è chiaro: riproporre al Bayern la stessa filosofia di pensiero mostrata in Spagna, concetti di gioco e metodi di allenamento. Ma soprattutto un settore giovanile che lavora in simbiosi con la prima squadra. Con Ten Hag l’accordo è chiaro: la squadra B del Bayern Monaco dovrà preparare i giovani talenti della cantera ad abituarsi al gioco della prima squadra. In Baviera il tecnico olandese, plasmato dalle idee di Cruijff (maestro di Guardiola) impara dal collega spagnolo la gestione del gruppo e alcune idee di gioco che faranno grande l’Ajax qualche anno dopo.

Il rientro in Olanda e il ritorno dell’Ajax europeo

Rientra in Olanda per dirigere l’Utrecht mentre ad Amsterdam, sponda Ajax, continuano i problemi soprattutto a livello di guida tecnica. La partita della svolta è quella in cui l’Utrecht di Ten Hag batte i Lancieri fuori casa, i dirigenti dei padroni di casa decidono di puntare forte su questo allenatore. A dicembre, un mese dopo, l’Ajax presenta Ten Hag e inizia il percorso nei Lancieri. I giovani di talento vengono premiati in prima squadra, l’Ajax inizia a giocare all’attacco con il portiere come ultimo difensore, stile libero, per impostare il gioco. Terzini offensivi, centrocampisti bravi ad impostare e fare movimento senza palla, tridente d’attacco in grado di svariare su tutto il fronte senza dare punti di riferimento. In questo modo l’Ajax torna ad essere protagonista in Champions League battendo tra l’altro il Real Madrid al Bernabeu e la Juventus a Torino. Il sogno finale si interrompe a pochi secondi dalla fine della semifinale di ritorno contro il Tottenham. La voglia di giocare sempre la palla, di portare la linea del gioco sempre più avanti, è stata paradossalmente l’arma a sfavore dei Lancieri. L’Ajax torna a vincere in campionato lanciando giocatori importanti come Van de Beek, De Jong e De Ligt, tutti e tre ceduti a grandi club europei. Nessun problema per il tecnico olandese che ha deciso di impostare un Ajax sicuramente diverso da quello del passato. In Champions quest’anno niente ottavi di finale ma la testa di classifica è sempre salda grazie ad una serie di vittorie che ha portato l’Ajax a più sette punti dalla seconda in classifica.

Sempre con la stessa filosofia offensiva. Quella di Ten Hag che oggi compie 51 anni. Auguri mister!

C.R.

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